Gli sfiorati, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

Mete (Andrea Bosca) è un giovane ed esperto grafologo che guarda la vita attraverso la sua passione per la scrittura e per la personalità che si nasconde tra frasi, punteggiatura e parole. Il ragazzo ha da poco perso la madre e si trova a dover fronteggiare un duplice avvenimento che rischia di dissestare il suo precario equilibrio emotivo. Suo padre ha deciso di risposarsi e di portare sotto lo stesso tetto, nei giorni precedenti alle nozze, la sorellastra Belinda (Miriam Giovanelli), un grazioso e provocante corpo estraneo che invaderà il quotidiano di Mete costringendolo ad estemporanee fughe fuori casa in compagnia di amici e colleghi di lavoro, situazione che ben presto lo porterà inevitabilmente a confrontarsi con l’adolescente che occupa il suo divano e mette in crisi la sua lettura scientifica di comportamenti ed intenti.

Il regista Matteo Rovere torna ad occuparsi di nuove generazioni e lo fa adattando il romanzo Gli sfiorati di Sandro Veronesi, che cerca di tratteggiare l’identikit di una generazione di adolescenti, ma non solo, giovani che dalla vita hanno avuto tutto e che dotati di una particolare sensibilità, si aggirano in una sorta di limbo evitando di affrontare la vita, sfiorandola a più riprese, cogliendone a tratti suggestioni inedite ai più.

Il protagonista del film sviluppa una vera e propria ossessione per la sorellastra Belinda piombatagli in casa, che lo porterà a confrontarsi con un’infatuazione che cresce in maniera esponenziale nonostante tutti gli sforzi per contenerla, un’ossessione che lo porterà ad avventurarsi in un territorio inesplorato, emotivamente periglioso e fascinoso allo stesso tempo, quello appunto degli sfiorati, una categoria a cui appartiene Belinda.

Rovere ha di fatto affinato e di molto lo stile visivo nei quattro anni che lo separano dalla sua opera prima Un gioco da ragazze, la Roma narrata visivamente dal regista in questo nuovo film è ipnotica e filtrata da una poetica incoerenza, i personaggi risultano credibili e la messinscena regala tanti spunti di riflessione quanto la sua controparte cartacea, un film che mostra un’indubbia evoluzione nel lavoro di Rovere che dimostra un talento registico in crescendo.

Nelle sale a partire dal 2 marzo 2012

Note di produzione: la sceneggiatura, a cui ha collaborato anche il regista Matteo Rovere, è basata sul romanzo di Sandro Veronesi, che per delineare i suoi sfiorati ha tratto ispirazione dall’approccio con il mondo esterno e dalla sensibiltà sviluppata dai non vedenti afflitti da cecità sin dalla nascita. Nel cast del film figurano anche Claudio Santamaria, Michele Riondino e Asia Argento.

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