Ermanno Olmi, Leone d’Oro alla carriera a Venezia presenta La Leggenda del Santo bevitore

di Massimiliano Miano Commenta

La 65.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Marco Muller, stasera ha dedicato la preapertura al Maestro Ermanno Olmi e al suo film, La leggenda del santo bevitore, già Leone d’Oro nel 1988 e vincitore del premio Fipresci. Tratto dall’omonimo racconto di Joseph Roth, la pellicola è stata proiettata nell’Arena di Campo San Polo con una grande festa aperta al pubblico, i cui inviti gratuiti sono andati esauriti in poche ore, cosa che, fanno notare alla Biennale, non avviene sempre per questo genere di appuntamenti

Grande affetto e partecipazione di Olmi per la Mostra di Venezia. Il regista era al Lido già nel 1958 con alcuni documentari, Venezia città moderna e Tre fili fino a Milano, realizzati per la Edison Volta. L’anno seguente, in occasione della ventesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, debutta il suo primo lungometraggio, Il tempo si è fermato, vincitore del premio San Giorgio, Fondazione “G.Cini”. Nel 1961 vince il Premio della Critica ed il premio “OCIC” della Critica cattolica con il film Il posto. Lunga vita alla signora si è aggiudica, nel 1987, il Leone d’Argento.

Ermanno Olmi ha rappresentato come nessuno mai, la trasformazione sociale e antropologica del nostra Paese, a partire dal dopoguerra, consegnando alla storia immagini e documenti indelebili dalla memoria collettiva e fatto rivivere con le sue pellicole valori, saperi e conoscenze che altrimenti sarebbero andati perduti.

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