Ermanno Olmi: il mestiere di regista

di Pietro Ferraro 4

 Ermanno Olmi nasce  Bergamo il 24 Luglio 1931, nato in una famiglia rurale e profondamente credente Olmi perde il padre durante la seconda guerra mondiale e non termina gli studi.

Trasferitosi a Milano con l’intenzione di iscriversi all’Accademia di Arte Drammatica si trova a girare filmati di produzioni industriali per una fabbrica in cui lavora con la madre. il futuro regista già dimostra una certa padronanza con la macchina da presa pur non avendo alcuna esperienza.

Tra il 1953 e il 1961 decine le pellicole realizzate che già dimostrano l’inclinazione da documentarista del regista. Dopo l’ottimo esordio sul grande schermo nel 1959  con il lungometraggio Il tempo si è fermato, olmi fonda con un gruppo di amici la casa di produzione 22 dicembre con cui produrrà la sua opera seconda Il posto vincitore del premio della critica della Mostra del cinema di Venezia nel 1961.

Dopo un periodo artisticamente non felicissimo, nel 1977 Olmi gira il suo più grande successo, quello che viene definito dai più il suo capolavoro assoluto, L’albero degli zoccoli, vivido e intenso ritratto di un mondo contadino che il regista conosce a fondo e che è stato parte integrante della sua infanzia. Palma d’oro al Festival di Cannes e César per il miglior film straniero, un vero trionfo.

Gli anni ’80 lo vedono stabilirsi ad Asiago, fondare una scuola di cinema a Bassano del Grappa, girare documentari per la RAI e spot televisivi. Dopo una lunga lotta contro un grave malattia il regista torna dietro la macchina da presa nel 1987 con Lunga vita alla signora! pellicola che si aggiudica il Leone d’Argento al Festival di Venezia.

Nel 1988 quattro David di Donatello e Leone d’Oro al  Festival di Venezia per La leggenda del santo bevitore con un’intenso e sorprendente Rutger Hauer, cinque anni dopo esplora il mondo dello scrittore Dino Buzzati con il poetico Il segreto del bosco vecchio con Paolo Villaggio.

Nel 2001 dopo alcuni progetti televisivi Olmi si cimenta con il film storico in costume, il suo Il mestiere delle armi trionfa con ben nove David di Donatello e grandi apprezzamnti a livello internazionale, l’anno seguente ancora un film in costume, Cantando dietro i paraventi, il regista ci racconta storie di pirati in una Cina antica e suggestiva.

Nel 2005 il film ad episodi Tickets, e nel 2007 Olmi dirige Centochiodi con un inedito Raz Degan nei panni di un giovane professore di teologia che attraversa una profonda crisi religiosa, in occasione della presentazione fuori concorso del film al Festival di Cannes, il regista annuncia  che questa pellicola sarà la sua ultima incursione nella fiction per potersi dedicare completamente al suo primo amore, il documentario.

Dopo il Leone d’Oro alla carriera assegnatogli alla mostra del Cinema di Venezia nel 2008, dall’8 Maggio 2009 nei cinema l’ultimo lavoro del regista, il documentario Terra Madre, la politica sociale ed economica ed i grandi interessi legati al cibo e all’industria dell’alimentazione.

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