Derby in famiglia, recensione

di Pietro Ferraro 4

Phil Weston (Will Ferrell) è un uomo di mezz’età che ha visto segnata la propria infanzia da Buck (Robert Duvall), un padre dedito alla competizione sportiva e con accessi patologici di agonismo, i due hanno vedute decisamente opposte sull’attività sportiva.

Buck è una sorta di mastino che vede nello sport e nella vita solo la vittoria e la sopraffazione dell’avversario come unico obiettivo, Phil dal canto suo ha sviluppato anche come forma di reazione all’ipercompetitiva figura paterna un’opposta mentalità, che vede il motto L’importante è partecipare come approccio unico anche al quotidiano.

L’occasione per Phil di liberarsi dei problemi ereditati dal genitore, che anche da adulto ne minano i rapporti interpersonali, arriverà grazie all’ennesimo sopruso del padre che escluderà dalla squadra di calcio che allena il nipote Sam, figlio di Phil.

l’esclusione di Sam sarà l’occasione per Phil di tornare in campo allenando una squadra tutta sua in cui il figlio non verrà vessato e non rischierà di subire la sua stessa sorte, ma la squadra di nonno Buck, i temibili Gladiatori, oltre ad essere degli ossi davvero duri, sono anche i favoriti per la vittoria finale del campionato.

Godibile family-movie a sfondo sportivo per Will Ferrell istrionico e sottovalutato, perlomeno in Italia, attore dalla vis comica eccessiva e surreale. In questo caso il formato per famiglie della pellicola contiene senza esagerare la notevole verve dell’attore e ci permette di godere di un Ferrell efficace, coadiuvato da un Robert Duvall in una inconsueta veste comedy.

Il regista Jesse Dylan con all’attivo il divertente American Pie, capostipite di una fortunata serie di teen-comedy, dirige con mano sicura anche il cast di piccoli attori che supportano la coppia di rodati protagonisti e pesca elementi che hanno fatto la fortuna di film per ragazzi come Che botte se incontri gli Orsi e riuscite parodie del mondo sportivo come Palle al balzo-Dodgeball e Gli scaldapanchina.

Visto il suo velocissimo transito nelle sale una visione casalinga potrebbe essere l’occasione per godere di un discreto film caduto troppo presto nel dimenticatoio.

Note di produzione: il regista Jesse Dylan e il figlio del leggendario cantautore Bob Dylan e si costruito una credibilità girando documentari e svariati spot pubblicitari, nel film compare nel ruolo di se stesso il famoso ex-giocatore NFL Mike  Ditka e i famigerati Razzie Awards per questo film hanno nominato Ferrell come peggior attore protagonista del 2005.

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