Bella Basilicata Film Festival

di Enrico.Nanni Commenta

La fine ormai accertata e conclamata dell’estate non è sufficiente a fermare il motore dei festival, un racconto destinato a divenire romanzo, una sicurezza data la sicura presenza in ogni momento dell’anno. E’ questa la volta di una rassegna italiana al cento per cento, un festival che si svolge in Basilicata, il Bella Basilicata Film Festival.

La rassegna è italiana, ma il grido lanciato dal 27 Settembre al 4 Ottobre raggiunge perfino una terra lontana come la Palestina: è in primis una sfida per oltrepassare i confini del concetto di nazione, e l’arte sembra essere l’unico strumento realmente efficace per ottenere dei risultati, parziali ma immediati.

Quello che si racconta è il sud, divenuto ormai, almeno qui da noi, un vero e proprio archetipo, un “template” comprendente tutta una serie di attributi utilizzati in senso solitamente abbastanza dispregiativo, e di cui non si analizzano mai a fondo le implicazioni concrete.

Al BBFF si intraprende una vera e propria battaglia culturale tesa a manifestare al mondo una situazione reale e, in fin dei conti, non realmente localizzata. Il progetto, con modestia ma anche con determinazione, ha uno scopo che va molto oltre il puro intrattenimento: cerca di raggiungere la diffusione di un certo tipo di informazione, non sempre portata alla luce in modo chiaro dai media; cerca di raggiungere la massa con un messaggio importante.

Tra le opere che avremo occasione di vedere troviamo Lavagne di Samira Makhmalbaf, Gomorra di Matteo Garrone, Il Tempo dei Cavalli Ubriachi di Bahman Gobadi.

Ancora, La Terra di Sergio Rubini, Il Palloncino Bianco di Jafar Panahi, Sud di Gabriele Salvatores, Il Silenzio di Moshen Makhmalbaf.

Ci sarà anche una bellissima rassegna di cortometraggi, incentrati sempre sul medesimo tema, in un non stop incentrato sulla qualità delle immagini e dell’informazione trasmessa. Un pretesto di qualità per entrare in contatto con una realtà che conosciamo per sentito dire, e di cui ci arrivano principalmente aspetti superficiali.

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