B-cult, Il villaggio dei dannati

di Pietro Ferraro 1

Oggi per i B-cult rispolveriamo un classico della fantascienza made in England anni ’60, stiamo parlando de Il villaggio dei dannati piccolo e ansiogeno gioiellino in celluloide che miscela suggestioni da silente invasione aliena in stile L’invasione degli Ultracorpi all’utilizzo dell’inquietante elemento infante diabolico in questo caso in un intrigante formato progenie aliena.

Dopo un black-out alla Flashforward avvenuto in un villaggio in cui ogni essere vivente ha perso inspiegabilmente conoscenza per svariate ore, al loro risveglio tutta la popolazione femminile, anche quella parte non fertile si scopre in attesa di un bambino, la gravidanza di massa porterà governo e scienziati ad investigare sullo strano caso scoprendo in seguito che i nascituri oltre a poteri telepatici possiedono anche un corredo genetico alieno.

Il film datato 1960 è ispirato al romanzo del 1957 I figli dell’invasione dell’autore inglese John Windham, di questo autore segnaliamo anche Il giorno dei trifidi che ha avuto un recente adattamento televisivo prodotto dalla BBC in formato miniserie, mentre alla regia troviamo il tedesco Wolf Rilla.

Il film ebbe un sequel datato 1963 The children of the damned di Anton M. Leader e un remake made in Hollywood del 1995 diretto da John Carpenter e interpretato dal  Superman cinematografico Christopher Reeve che proprio quell’anno rimase paralizzato a causa di una caduta da cavallo. Nel cast del remake firmato da Carpenter compare nei panni di un prete anche il Luke Skywalker della trilogia di Star Wars, l’attore Mark Hamill.

Da rivalutare perchè: al pari di grandi classici come La cosa da un altro mondo l’originale del ’60 resta ad oggi insuperabile per atmosfera e un suggestivo bianco e nero che amplifica ad hoc l’impronta dark che pervade l’intera pellicola.

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