MIFF 2010, Miami International Film Festival

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Anno nuovo e nuovo appuntamento negli States per appassionati di cinema e addetti ai lavori, dal 5 al 14 marzo la fascinosa Miami ospiterà la ventisettesima edizione del Miami International Film Festival, rassegna che punta i riflettori sulle nuove generazioni di filmaker locali e internazionali.

Cinque le categorie competitive e moltissime le sezioni collaterali e gli eventi speciali, come i tributi e le numerose anteprime. La selezione ufficiale vede in concorso documentari, cortometraggi, una sezione dedicata al cinema ispano-americano e la World Competition dedicata ai lungometraggi internazionali.

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Elektra, recensione

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Dopo essere stata uccisa e strappata alla morte da un maestro ninja, Elektra (Jennifer Garner) viene avviata ad un percorso di conoscenza e illuminazione attraverso le arti marziali, percorso che ben presto la donna troppo tormentata abbandonerà per dedicarsi all’omicidio su commissione.Così  la bella guerriera diventerà  un leggendario e letale killer prezzolato, tanto professionale e maniacale nel suo lavoro, quanto solitaria ed ostica ad ogni contatto umano.

In realtà Elektra è tutt’altro che priva di cuore, e ben presto le sue emozioni represse prenderanno il sopravvento, quando involontariamente violerà le regole stabilendo un contatto emotivo con un bersaglio, un padre single con ribelle figlioletta tredicenne al seguito, entrambi  braccati da una pericolosa organizzazione criminale nota come La mano.

Elektra si troverà così costretta a proteggere i suoi due nuovi amici e a schierarsi  contro la stessa organizzazione che gli aveva commissionato l’omicidio, e dopo aver salvato in extremis e per l’ennesima volta padre e figlia, Elektra sfiderà La mano in uno scontro all’ultimo sangue.

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Svalvolati on the road, recensione

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Quattro amici  con un sogno che li accomuna, ma che in realtà hanno solo idealizzato, un viaggio in motocicletta in puro stile Easy Rider alla ricerca di se stessi e della giovinezza perduta, tutto molto affascinante, ma segno evidente di un crisi di mezz’età che incombe.

Woody, Doug, Bobby  e Dudley decidono così che è il momento di dare un bel calcio al tran tran quotidiano, di allontanarsi dalla sin troppo rassicurante Cincinnati, e inforcate potenti motociclette lanciarsi in una eccitante avventura on the road, e chi se ne importa se qualcuno non sa neanche andare in moto, o se i riflessi sono intorpiditi da prolungate sedute davanti alla tv, il gioco vale sicuramente la candela.

I quattro neo-bikers da salotto ben presto si renderanno conto che la vita sulla strada non è un film, e dopo aver collezionato una serie di figuracce memorabili, si ritroveranno a confrontarsi  con una banda di motociclisti massicci e propotenti, che dopo avrli umiliati gli ruberanno una delle moto rischiando di mandare a monte l’agognato viaggio, ma i quattro se pur con qualche dubbio decideranno di riprendersi ciò che gli appartiene…

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Alice in Wonderland, recensione

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Alice Kingsley (Mia Wasikowska) è un ragazza dell’altà società sognatrice e anticonvezionale, che non ama formalità ed imposizioni, cosi dopo aver perduto l’amato padre si ritrova costretta ad una pubblica proposta di matrimonio, l’rritante promesso sposo sarà la goccia che fa traboccare il vaso e Alice fuggirà dalla sua vita che non riesce a controllare, rifugiandosi in un mondo fantastico, non privo di pericoli.

Seguendo un coniglio all’interno di una profondissima tana, Alice si ritroverà in un mondo folle e colmo di bizzarri personaggi e magiche creature, che viste le fattezze sembrano partoriti da uno dei suoi sogni, ma ben presto la ragazza capirà che il mondo in cui i trova non solo è reale, ma anche alquanto familiare.

Infatti il Cappellaio matto (Johnny Deep) e una schiera di ribelli vorrebbero che Alice torni a confrontarsi come un tempo con la perfida Regina rossa (Helena Bonham Carter), spodestandola dal trono che ha usurpato alla sorella, l’algida Regina bianca (Anne Hathaway), riportando la pace e la serenità nel Paese delle meraviglie.

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Oscar 2010: Nicolas Chartier escluso dalla cerimonia

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Nicolas Chartier, produttore francese di The Hurt Locker, è stato escluso dalla cerimonia degli Oscar 2010 a causa della lettera scritta ai membri dell’Academy in cui chiedeva di votare per il suo film indipendente invece che per un lungometraggio da 500 milioni di dollari, facendo chiaro riferimento ad Avatar, pur non nominandolo direttamente.

Chartier si è già scusato per l’accaduto, ma il regolamento dell’Academy Award vieta ai candidati di esprimere opinioni negative sui film in gara, quindi se dovesse vincere il 7 marzo, riceverà la statuetta in un altro momento.

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Marion Cotillard per Woody Allen, Joseph Gordon Levitt sostiusce McAvoy, Mickey Rourke in War of the Gods

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Marion Cotillard sarà la protagonista del nuovo film che Woody Allen girerà a Parigi quest’estate. Il progetto, ancora senza nome e senza trama, dovrebbe essere una storia d’amore con Owen Wilson e, forse, anche Carla Bruni.

Joseph Gordon-Levitt sostituirà James McAvoy nella commedia ancora senza nome della Summit Entertainment con Seth Rogen: l’attore originale ha dovuto abbandonare il progetto a quindici giorni dall’inizio delle riprese, senza specificare i motivi, così la produzione è corsa ai ripari contattando Gordon-Levitt.

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IFMCAA 2010: vince Michael Giacchino per Up e Star Trek

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Michael Giacchino ha trionfato agli International Film Music Critics Association Awards 2010: il compositore, candidato numero uno agli Oscar 2010 di categoria, si è portato a casa ben quattro premi, quello più prestigioso (compositore dell’anno), due per Up (colonna sonora dell’anno e colonna sonora dell’anno di film animato) e uno per Star Trek (colonna sonora dell’anno di film fantasy/fantascientifico).

Dopo il salto potete leggere i nomi di tutti i vincitori, tra i quali spicca l’astro nascente James Peterson, che si è aggiudicato due riconoscimenti.

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B-cult, Supercop

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Oggi per i B-cult ci occupiamo di Jackie Chan, ormai star action internazionale a tutti gli effetti e consacrato in quel di Hollywood, ma le sue migliori performance restano in film a basso coato girati in patria, e in alcune delle pellicole che tentarono invano di lanciarlo negli anni ’70 come il nuovo Bruce Lee. Ricordiamo che Chan ha partecipato come comparsa a due dei film di Lee, Dalla Cina con furore e I tre dell’operazione drago.

Oggi abbiamo deciso di segnalarvi il terzo capitolo della trilogia Police Story, arrivato in italia con il titolo di Supercop, Chan interpreta l’ispettore capo Chan Ka-Kui della polizia di Hong Kong che si troverà coinvolto in un’importante operazione sotto copertura dell’Interpol, supportato per l’occasione dalla bella collega Jessica Yang (Michelle Yeoh) con la missione di smantellare un traffico internazionale di stupefacenti.

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Oscar 2010, miglior sceneggiatura originale e non originale chi vincerà?

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Ancora Oscar 2010 nel menù di oggi, ancora nomination e stavolta ci occupiamo delle due cinquine che riguardano gli script, miglior scenggiatura originale e non originale. Prima di passare ai nominati del 2010 ricordiamo che l’anno scorso corso l’Academy si è fatta perdonare per la mancata vittoria dello splendido Milk di Gus van Sant come miglior film, assegnando alla pellicola due stauette di cui una al giovane e talentuoso Dustin Lance Black proprio per la miglior sceneggiatura originale.

Naturalmente per la sceneggiatura non originale non poteva che essere premiato The Millionaire, il film che ha sbancato gli oscar 2009, la statuetta è andata allo sceneggiatore inglese Simon Beaufoy che per l’occasione ha adattato l’omonimo  romanzo di Vikas Swarup.

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Sguardialtrove 2010, Milano celebra le donne

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Con l’approssimarsi della Festa della donna, la città di Milano ospita dal 5 al 14 marzo la diciassettesima edizione della rassegna cinematografica al femminile Sguardiltrove, che come ogni anno cercherà di portare uno sguardo diverso e sempre pronto al confronto sul mondo dell’arte e del cinema.

Naturalmente come in ogni rassegna cinematografica che si rispetti l’intento principale è il promuovere cinema indipendente e filmaker internazionali, dando la giusta visibilità ad opere che la grande distribuzione trascurerebbe a causa del loro basso impatto commerciale .

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Impatto imminente, recensione

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Tom Hardy (Bruce Willis) è un poliziotto in una faniglia che da cinque generazioni indossa la divisa del dipartimento di polizia di Pittsburgh. Purtroppo Hardy  non è molto ligio alle regole non scritte della sua famiglia che si comporta come una sorta di clan proteggendosi a vicenda. Accadrà così che Hardy entrerà in conflitto con lo zio Nick Detillo (Dennis Farina) quando denuncerà, per un abuso su un fermato, il cugino e partner Jimmy (Robert Pastorelli) con conseguenze tragiche.

Come se questo non bastasse la città diventa il territorio di caccia di un serial-killer che durante un’imponente caccia all’uomo uccide il padre di Hardy. Per l’omicidio del poliziotto e i delitti seriali viene trovato un colpevole che Hardy però non crede sia l’uomo giusto, così protesterà e mettendosi nuovamente in contrasto con la sua famiglia e tutto il dipartimento, verrà retrocesso ad agente del soccorso fluviale.

La nuova divisa non fermerà di certo l’ex detective quando due anni più tardi, un nuovo serial killer con un modus operandi molto familiare farà la sua comparsa in città, naturalmente le autorità penseranno ad un emulatore, mentre Hardy sa con certezza che il killer è sempre lo stesso, così sfidando l’autoritù del dipartimento, e ignorando gli avvertimenti della sua nuova partner (Sarah Jessica Parker), l’impavido poliziotto si lancerà in un’indagine non autorizzata in cerca di una sin troppo meditata vendetta.

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