Elektra, recensione

di Pietro Ferraro 2

Dopo essere stata uccisa e strappata alla morte da un maestro ninja, Elektra (Jennifer Garner) viene avviata ad un percorso di conoscenza e illuminazione attraverso le arti marziali, percorso che ben presto la donna troppo tormentata abbandonerà per dedicarsi all’omicidio su commissione.Così  la bella guerriera diventerà  un leggendario e letale killer prezzolato, tanto professionale e maniacale nel suo lavoro, quanto solitaria ed ostica ad ogni contatto umano.

In realtà Elektra è tutt’altro che priva di cuore, e ben presto le sue emozioni represse prenderanno il sopravvento, quando involontariamente violerà le regole stabilendo un contatto emotivo con un bersaglio, un padre single con ribelle figlioletta tredicenne al seguito, entrambi  braccati da una pericolosa organizzazione criminale nota come La mano.

Elektra si troverà così costretta a proteggere i suoi due nuovi amici e a schierarsi  contro la stessa organizzazione che gli aveva commissionato l’omicidio, e dopo aver salvato in extremis e per l’ennesima volta padre e figlia, Elektra sfiderà La mano in uno scontro all’ultimo sangue.

Dopo il non brillantissimo risultato al botteghino dell’ottimo e sottovalutato Daredevil, intrigante cinefumetto di Mark-Steven Johnson, i produttori decidono di investire in uno spin-off piuttosto che in un sequel, optando per il fascinoso personaggio di Elektra, che nel film di Johnson era interpretata  da un’efficace e splendida Jennifer Garner, con l’idea di sfruttare il successo riscosso dall’attrice nel serial action Alias.

Alla regia di questo spin-off  Rob Bowman, nel curriculum molta tv , il primo lungometraggio dedicato al serial cult X-Files e l’intrigante Il regno del fuoco. Bowman si rivela un gran mestierante, maneggia con disinvoltura effetti speciali e coreografie action, creando però un look un tantinello troppo patinato per l’eroina Marvel portata in auge dall’autore di fumetti e regista Frank Miller, confenzionando comunque uno spettacolare divertissement d’alto profilo.

Purtroppo tolta una credibile Jennifer Garner, ormai a suo agio con arti marziali e e dinamiche action, e un comparto tecnico fumettoso quanto basta, script e regia non osano mai, Bowman si muove con cautela dando allo script un ritmo quasi televisivo, con un risultao finale che purtroppo non va mai oltre il piacevole.

Elektra resta comunque un dignitoso cinefumetto che sicuramente non aggiunge o toglie nulla al genere,  rilegge con rispetto un personaggio dei fumetti molto amato, ma resta il dubbio che una mano diversa alla regia, meno convenzionale, forse avrebbe dato una marcia in più a tutta l’operazione, lasciando così la fastidiosa sensazione dell’ennesima occasione persa.

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