Adventureland, recensione

di Pietro Ferraro 10

 Anni ’80,  James Brennan (Jesse Eisenberg) sta per affrontare il difficoltoso mondo del lavoro e il passagio rituale dall’adolescenza reiterata all’età adulta, quindi con un bel diploma nel cassetto e tanta voglia di fare, si prepara a togliersi qualche sfizio prima di entrare definitivamente nel mondo degli adulti.

Lo sfizio in questione è un viaggio da sogno in Europa, viaggio che i suoi genitori gli hanno promesso una volta che lui si fosse diplomato. Diploma raggiunto e pronto al viaggio, i suoi sogni di gloria si infrangono sulla realtà del miserrimo budegt familiare minato da una crisi economica nazionale che non perdona.

Non appena James ha superato il primo fisologico momento di panico e disperazione, decide di pagarselo da solo questo benedetto viaggio e si mette in cerca di un qualsiasi impiego che gli permetta di realizzare prima dell’autunno il suo proposito. Purtroppo l’unico lavoro che james riesce a trovare è come impiegato in un ameno e decisamente triste parco dei divertimenti, l’Adventureland.

Mentre la sua testolina da l’addio al viaggio, la depressione e lo sconforto avanzano, James inizia il suo nuovo e decisamente poco entusiasmante lavoro, ma man mano che conosce i nuovi compagni di lavoro ed entra nell’ottica giusta, questa esperienza si rivelerà non solo piena di piacevoli sorprese, ma lo aiuterà a maturare e a scoprire l’amore…

Greg Mottola, regista e sceneggiatore dello spassoso Suxbad-tre menti sopra il pelo, ripesca ancora nella sua adolescenza e mette su pellicola una sua esperienza autobiografica dandogli un perfetto equilibrio tra comedy, romance e racconto di formazione che stupisce per freschezza e humour.

Adventureland è l’ennesima occasione di saggiare e confermare il talento di Mottola regista e autore, ma principalmente della crescita artistica di Jesse Eisenberg e la bravura ormai assodata della bella Kristen Stewart.

Un film dal look indipendente, ricco di contenuti e che predilige la spettacolarizzazione emotiva dei personaggi a quella della storia in sè, storia che fa da semplice elemento decorativo su cui Mottola disegna abilmente un’esperienza di vita vissuta.

Commenti (10)

  1. essendo in qualche modo uniti dall’indirizzo web mi sembra di scrivere a me stesso. Solo per ricordare che Mottola è l’autore di The Daytrippers con cui esordì nel 1996: un opera ben lontana dalla demenzialità di Superbad e più vicina alle atmosfere di Adventureland.

    Sono d’accordo sul talento del suo autore e spero che in futuro possa continuare a fare il suo cinema e non quello di altri (ahime prox film ancora girato presso la corte di Appatow).
    un saluto
    nickoftime

  2. @ nickoftime:
    Grazie per il commento, non ho visto Daytrippers, ma non mancherò di recuperarlo grazie per la dritta, comunque demenzialità, terribile sottotitolo italiano e Apatow style a parte Superbad ha decisamente una marcia in più rispetto al filone cui fa riferimento e questo penso proprio grazie all’apporto di Mottola. un saluto.

  3. Mottola è un regista su cui puntare non appena potrà fare il cinema che più gli si addice: pensa che il suo ingresso nel mondo del cinema fu fortemente voluto da Soderbergh (a cui assomiglia per la pelata) quando Mottola era ancora uno studente universitario.

    Poi, dopo il felice esordio un inspiegabile silenzio cinematografico, interamente colmato da prodotti cinematografici e poi improvvisamente un film (superbad che comunque ho visto) spiazzante rispetto al precedente.

    Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

    E’ stato un piacere dialogare con te e comunque tornerò a trovarti.

    un saluto

    nickoftime

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>