40 Carati, recensione

di Pietro Ferraro 1

New York City, Nick Cassidy (Sam Worthington) ex-poliziotto condannato per un furto di diamanti evade durante i funerali del padre e si reca presso l’Hotel Roosevelt registrandosi sotto il falso nome di Walker. una volta in stanza consuma un lauto pasto, scrive un appunto su un foglio, esce dalla finestra sita al 21° piano dell’edificio e cammina lungo il davanzale, pronto a suicidarsi lanciandosi nel vuoto. Ben presto la folla sulla strada sottostante comincia ad accalcarsi e le forze dell’ordine arrivano sul posto. Jack Dougherty (Edward Burns), un negoziatore della polizia è pronto ad ascoltare Nick, ma lui si rifiuta e chiede che sia la detective Lydia Mercer (Elizabeth Banks) ad occuparsi di lui. La Mercer reduce da un recente negoziato andato male con un poliziotto suicida si trova in un periodo di aspettativa, ma è costretta a tornare al lavoro. Quello che la Mercer si troverà di fronte giunta nella stanza d’albergo non sembra affatto un uomo disperato pronto a togliersi la vita, bensì un uomo determinato che si professa innocente e che conscio di essere stato incastrato ha deciso di farsi giustizia da solo, portando alla luce un vero e proprio complotto che coinvolge un losco magnate immobiliare (Ed Harris) e alcune mele marce del suo stesso dipartimento.

Il regista danese Asger Leth debutta su grande schermo con il suo primo lungometraggio made in Hollywood, dopo il documentario Ghosts of Cité Soleil e il mancato e più volte cassato crime Cartel, progetto naufragato definitivamente nel 2010.

L’idea di Leth è di sfruttare elementi tipici dell’heist-movie miscelandoli con crime e poliziesco confezionando un divertente mash-up che potremmo definire un thriller con rapina. Leth amministra con rigore un budget di poco piu di 40 milioni di dollari, puntando ad un casting oculato che vede reclutati diversi volti noti (Worthington e Jamie Bell), qualche veterano di calibro (Ed Harris e Titus Welliver) e la brava Elizabeth Banks, tutti profusi a dare credibilità ad una sceneggiatura che a parte qualche sconfinamento nell’improbabile fruisce di una scrittura efficace, che unita ad una regia piuttosto dinamica, Leth riesce ad orchestrare anche una vertiginosa sequenza action su un cornicione, mantiene la tensione a livelli accettabili permettendo al film di arrivare ai titoli di coda con scioltezza, anche se senza particolari guizzi.

40 Carati risulta efficace nell’ambito di quel che Leth cerca di proporre il pubblico, cioè intrattenimento di buona caratura in un discreto film di genere, che sfrutta a dovere un cast solido e la consueta e corposa serie di clichè che in una pellicola di questo tenore non devono mai mancare.

Nelle sale a partire dal 10 febbraio 2012

Note di produzione: nel cast figurano Jamie Bell, protagonista del pluripremiato dramma musicale britannico Billy Elliot e la Kyra Sedgwick della serie tv The Closer. Lo script è del venezuelano Pablo Fenjves, ghostwriter e sceneggiatore televisivo.

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