Qui dove batte il cuore, recensione
Certo che per la giovanissima Novalee (Natalie Portman) la vita è una bella prova di coraggio, abbandonata dalla madre quando aveva solo cinque anni, si ritrova a diciassette messa incinta da uno scapestrato, ma comunque determinata a far nascere suo figlio si imbarca in un romantico viaggio della speranza, sempre con lo scapestrato, verso la California per iniziare una nuova vita.
Purtroppo come già si poteva intuire il ragazzo in questione non solo non è pronto a prendersi una tale responsabilità, ma durante una sosta in un centro commerciale molla letteralmente la povera Novalee al suo destino e si da alla fuga. La ragazza senza soldi ne macchina è costretta a nascondersi nel grande magazzino che fino al parto diventa la sua casa.
La sua storia diventa di dominio pubblico grazie alle televisioni, comincia un gara di solidarietà, Novalee viene ospitata da una coppia conosciuta nel grande magazzino, e una volta trovata una casa cercherà di rimettere in sesto la propria vita, scoprendo così una passione per la fotografia e facendo amicizia con Lexie (Ashley Judd), una bella ragazza con prole e nessun legame serio.
Certo che se volessimo accusare questo film di abusare di un certo genere strappalacrime e di puntare sul facile sentimentalismo, il regista e produttore televisivo Matt Williams, uno dei creatori della famosa sit-com Pappa e Ciccia, ci renderebbe la cosa facile vista la vagonata di situazioni melense che sembra intenzionato a propinarci.
In realtà grazie ad un casting molto oculato, su tutti una talentuosa Natalie Portman deliziosamente determinata a regalarci una protagonista volitiva ed efficace, e una storia che nel bene e nel male tocca in più di un’occasione le corde giuste, poossiamo tranquillamente affermare che questa pellicola funziona nonostante gli innumerevoli difetti e qualche caduta di ritmo.
Qui dove batte il cuore è una classico ed edificante racconto americano sulle scelte, sui fallimenti, sulla voglia di vivere e di ricominciare, un furbo e tradizionale melò che a tratti tradisce un fastidioso lato da tv-movie, ma che farà il suo dovere, intrattenendo piacevolemente e puntando al fazzoletto nei momenti giusti.
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