Oggi per i bruttissimi vi segnaliamo Subhuman/Disumano pellicola low budget canadese che si merita una posizione di rilievo tra i direct-to-video da evitare, a meno che non si sia ultra-cultori dello splatter fatto in casa e che prescinde da storia e contenuti.
In un mondo sotterraneo sconosciuto ai più, dove si muove una razza di vampiri simili ad insetti che simulano gli esseri umani in stile Mimic per avvicinarli e cibarsene, alcuni ammazzavampiri borderline strafatti e sempre ubriachi si danno alla macellazione sotto l’egida di una corporazione che riunisce le chiese di tutto il globo.
Il regista Mark Tuit si lancia in una spericolata rivisitazione del genere vampire, trasformando le letali e fascinose creature della notte di stokeriana memoria in insetti/parassiti che si cibano di sangue, niente caccia, niente background mistico-sovrannaturale, solo sangue, catena alimentare e sopravvivenza della specie.
Oggi per I bruttissimi dedichiamo spazio all’ennesima chicca firmata Vanzina che lascia i sicuri lidi della commedia per esplorare il mondo della moda miscelandolo con il thriller, adattando un romanzo scritto sotto pseudonimo da Paolo Pietroni, e sfornando una patinatissima e davvero imbarazzante pellicola infarcita di bellissime top model, marchi griffati e…nulla più.
Abbiamo ripescato in questi giorni un film dalla tavagliata distribuzione e dalla sorprendente sfortuna ai botteghini, parliamo di soprendente perchè i fratelli Vanzina difficilmente prendono granchi, almeno a livello commerciale.
Nel 1999, due anni dopo la sua trasferta americana con Il silenzio dei prosciutti, Ezio Greggio prosegue la collaborazione con il geniale Mel Brooks dimostrando ulteriormente la sua approsimazione come regista.
Il regista Tobe Hooper ci ha regalato dei veri gioielli per quanto riguarda l’horror low-budget, suo il disturbante e memorabile cult Non aprite quella porta, ma anche dei picchi in negativo da far gridare allo scandaloso, tra queste seconde incursioni nell’inguardabile, spicca l’horror sci-fi Spontaneous combustion-I figli del fuoco.
Se volete vedere la peggior CGI mai realizzata, una trama che saccheggia malamente e senza vergogna Jurassic Park ridando vita ad una specie estinta di tigri dai denti a sciabola, in Primal Park (conosciuto anche come Wild 2-la caccia è aperta), orripilante direct-to-.video del 2005, troverete pane per i vostri denti.![12 [] 12 []](http://www.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2009/10/12-.jpg)
Oggi vi vogliamo parlare di un action coreano che usa come specchietto per le allodole, il re dell’action direct-to-video Steven Seagal, che per il mercato orientale dell’home-video rappresenta una vera miniera d’oro.
Per I bruttissimi oggi ci occupiamo di un direct-to-video che vede protagonista un veterano del low-budget, ed attore particolarmente attivo negli anni ’80, stiamo parlando di Michael Parè che qualcuno ricorderà nel remake Il villaggio dei dannati e nel discreto horror a base di licantropi Bad Moon.
Ricorreva l’anno 1987 e un bel pomeriggio non sapendo come buttare i miei soldi mi accingevo ad assistere ad uno dei film più irritanti della storia dell’horror made in Italy, Spettri di Marcello Avallone,
Se pensavate che al trash ci fosse un limite, se credevate che la Troma avesse il primato per la demenzialità, oggi vi vogliamo stupire con effetti ben poco speciali ed un film di serie Z, che secondo me potrebbe aspirare a qualcosa di meno, ma l’alfabeto lo salva in calcio d’angolo, stiamo parlando del memorabile Il Bosco 1.
Oggi ci occupiamo di uno trashone d’annata datato 1984, trattasi di Shark: rosso nell’oceano di John Old Jr. alias Lamberto Bava, il regista si cela dietro un nome d’arte per sfornare una brutta copia de Lo squalo, senza però un minimo di effetti speciali, un mostro degno di questo nome e un copione minimamente decente.
![swept-away-1 []](http://www.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2009/08/swept-away-1-.jpg)
Se qualcuno volesse in qualche modo trovare un epigono nostrano dell’Ed Wood americano, dovrebbe dare un’occhiata ai lavori del nostro Bruno Mattei (1931-2007) conosciuto anche come Vincent Dawn, David Hunt, Stephan Oblowsky, Pierre Le Blanc e ben altri quindici pseudonimi con cui il nostro Mattei firmava delle pellicole che in molti casi sfioravano il ridicolo e in alcuni casi il vero e proprio plagio.