I bruttissimi, Sotto il vestito niente

di Redazione 2

Oggi per I bruttissimi dedichiamo spazio all’ennesima chicca firmata Vanzina che lascia i sicuri lidi della commedia per esplorare il mondo della moda miscelandolo con il thriller, adattando un romanzo scritto sotto pseudonimo da Paolo Pietroni, e sfornando una patinatissima e davvero imbarazzante pellicola infarcita di bellissime top model, marchi griffati e…nulla più.

Bob, ranger del Wyoming percepisce che la sorella gemella potrebbe trovarsi in grave pericolo, un sogno in cui la sorella viene brutalmente assassinata lo porterà in Italia ad investigare nel mondo della moda milanese alla ricerca di indizi sulla ragazza misteriosamemte scomparsa nel nulla.

In questo caso dei due fratelli Vanzina è Carlo che si lancia in solitaria in una pessima scopiazzatura di alcuni thriller dell’epoca, imitando goffamente alcuni registi veri rappresentanti del genere, dal nostrano Bava al grande Brian De Palma con il suo Omicidio a Luci rosse, non dimenticando alcune suggestioni alla Dario Argento.

Poi tanto per riempire un copione che ci fa rimpiangere anche il Murderock-uccide a passo di a danza di Fulci, si lancia in malamente scopiazzate elucubrazioni argentiane, dialoghi insulsi e maldestri omicidi.

Segue come da copione un ottimo riscontro al botteghino, forse gli amanti della modaiola Milano da bere descritta nel film e il patinato e glamour mondo della moda qui oltremodo pubblicizzato, saranno accorsi in frotte al cinema affollando le proiezioni.

Prima di salutarvi tanto per non farci mancare nulla segnaliamo anche il sequel, Sotto il vestito niente 2, tre anni dopo si tenta di prendere di nuovo per il naso gli spettatori, ma stavolta la regia passa a Dario Piana che fa un buco nell’acqua risparmiandoci così un terzo capitolo.

Commenti (2)

  1. Mitico secondo capitolo della “trilogia della vergogna” di Carlo Vanzina, inaugurato con Mystere e sublimato con Squillo. Una rilettura del genere spaghetti thriller con l’intento di distruggerlo del tutto.

  2. In due scene del film compare un’assurda pubblicità a “Che Banca” ! E’ pazzesco !!! C’è un’inquadratura veramente persistente e fuori luogo nella seconda delle due scena a cui faccio riferimento
    M.G.A

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