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A Single Man, recensione

Di Pietro Ferraro, in Americana, Drammatico, Stagione 2009.

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George (Colin Firth) sta affrontando un lutto ed un momento tanto difficile che sembra non avere alcuno sbocco, così il pacato, cordiale professore stanco di soffrire deciderà di mollare e lasciarsi andare al dolore, in cerca di un sollievo ormai agognato da mesi.

L’ultima giornata della sua vita sta per cominciare, frammenti di immagini, fotogrammi di vita vissuta ne assediano la memoria, il suo compagno perduto per una tragica fatalità, sedici anni condivisi, una vita in simbiosi spezzata, un quotidiano irrimediabilmente incrinato, la voglia di far smettere quel gioco al massacro con se stesso, decidendo di riappropriarsi del suo amore sfidando la morte.

George pianificata così la sua dipartita affronterà un venerdì come tanti lasciandosi andare a ciò che la giornata gli offrirà senza tirarsi indietro, e sul piatto per l’ultima mano ci sarà una vecchia amica disillusa, uno studente che avvertirà il suo disagio e mentre la giornata volgerà al termine George avrà qualcosa in più da dover abbandonare.


Che Colin Firth fosse un grande attore ed un sensibile interprete non è una novità, anche stavolta la sua performance tocca punte di intensità davvero toccanti, mostrando una fragilità ed una maturità artistica che sono una gioia per chi ama la grande recitazione a piccole dosi.

Quello che più stupisce di A Single Man invece è il vibrante esordio dietro la macchina da presa dello stiloso e glamour Tom Ford, che ha deciso nel 2007 di acquistare i diritti del romanzo Un uomo solo di Christopher Isherwood, un punto di riferimento per la letteratura gay che il neo-regista sembra aver metabolizzato appieno,  trasponendolo sullo schermo con un equilibrio davvero impressionante, tra una sensibile rielaborazione personale e il rispetto dell’opera originale.

Le immagini del film, le sottigliezze registiche, la cura dei dettagli, la cadenza e il peso di ogni singola parola, movimento di macchina e sguardo del protagonista,  contornato da splendidi interpreti dotati di rara sensibilità, su tutti una Julianne Moore mai parca di intensità, rimarranno a lungo nel cuore e nella memoria di chi sceglierà di regalare un pò del suo tempo a questo suggestivo e prezioso frammento di cinema vissuto.



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