Yattaman-Il film, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

Il terzetto di pasticcioni, ladri e truffatori noto come il trio Drombo viene reclutato dal malvagio e misterioso Dottor Dokrobei per ritrovare i frammenti di una potentissima pietra mistica che nasconde immensi poteri e la chiave di un grande tesoro che porterà al dominio del mondo.

A contrastare le mire del Dottor Dokrobei e le missioni in giro per il mondo della fascinosa Miss Dronio/Lady Doronjo (Fukada Kyoko) e dei suoi due tirapiedi Boyakki e Tonzula tanto stupidi quanto fedeli, ci saranno Ganchan/Yattaman 1 (Sakurai Sho) e Janet/Yattaman 2 (Fukuda Saki) che insieme al fedele robottino tuttofare Robbie Robbie e al mecha Yatta Can/Yattawoof si scontreranno fino all’ultimo drone, onde evitare che la misteriosa Pietra del teschio venga ricomposta e il suo immenso potere cada nelle mani sbagliate.

Solo l’originale e anarchico genio creativo del regista nipponico Takashi Miike capace di passare dall’epica violenza di film come 13 assassins alla surreale follia del dittico Zebraman, poteva rendere giustizia ad uno dei più spassosi e intriganti anime di sempre, quello Yattaman prodotto dalla nipponica Tatsunoko responsabile del leggendario trittico fantascientifico Kyashan, Hurricane Polymar e Tekkaman, che formò insieme a Calendar Men e I predatori del tempo un altro memorabile terzetto di anime stavolta dall’impronta squisitamente goliardica.

Con Yattaman-Il film Miike tocca vette sinora mai raggiunte con nessun adattamento live-action di famosi anime made in Japan e dopo aver visto il disastro compiuto con Dragonball è un vero piacere constatare come in questo caso si sia mostrato il doveroso rispetto che meritano queste produzioni nipponiche d’annata, che nell’adattamento di Miike sfiorano davvero la perfezione grazie all’uso preponderante di fumettosa CGI che dona al film quelle suggestioni che solo l’animazione riesce a trasmettere.

Spassoso, folle, irriverente e tecnicamente ineccepibile, Yattaman-Il film ci dimostra che alcune icone dell’animazione nipponica dovrebbero essere intoccabili per il cinema americano, questo gioiello che merita la dovuta attenzione da parte dei nostri distributori speriamo scoraggi Hollywood, anche se ne dubitiamo fortemente, dal voler mettere ancora mano ad altri anime storici creando insulsi ibridi.

Nelle sale dal 28 gennaio 2011ù

Note di produzione: in coda al post trovate una divertente sequenza del film di Miike e a seguire una clip con la sigla italiana integrale della serie animata cantata da Riccardo Zara de I Cavalieri del re. La serie di Yattaman datata 1977 è arrivata in Italia solo nel 1983.


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