Una moglie bellissima, recensione

di Pietro Ferraro 9

Mariano (Leonardo Pieraccioni) è un fruttivendolo con una moglie bellissima, Miranda (Laura Torrisi),  e una famglia in divenire, un progetto di vita in comune che prevede prole, casa possibilmente con giardino e cagnolino festante, tutto molto tranquillo e decisamente convenzionale.

La vita per la coppia nella piccola cittadina toscana scorre tranquilla tra il lavoro al mercato e gli impegni teatrali di Mariano, sino a quando l’avvenenza della moglie difficile da non notare, attira l’ettenzione e le brame di un fotografo che dietro l’offerta di un lauto compenso propone a Miranda un calendario senza veli da realizzare nelle splendide Seichelles.

La proposta quasi indecente è davvero notevole, difficile se non impossibile per la coppia rifiutare un futuro assicurato che li aiuterebbe a realizzare i loro sogni, ma una volta realizzato il calendario e fatta di  Miranda una star, il palcoscenico si rivelerà irto di tentazioni e cattivi pensieri, e Mariano e consorte dovranno affrontare il mellifluo e insidioso mondo dello spettacolo con tutta la vacuità ed i compromessi del caso.

Una moglie bellissima rappresenta l’ultima tappa prima della digressione fantasy di Io & Marilyn del Pieraccioni schiavo del romance e della sua schiera di bellone da vetrina, che da Il ciclone in poi gli hanno fatto da spalla mentre l’attore toscano era intento a imbellettare copioni fotocopia con qualche minima variazione sul tema, come personaggi, bellezze da calendario e location.

Stavolta però non basta l’intervento dell’amico Veronesi che non riesce a dare verve a dialoghi e situazioni che ormai hanno raggiunto il limite dello sfruttamento, si è ad una evidente empasse, il giocattolo natalizio da botteghino è stato sin troppo spremuto e adesso si è rotto, e forse il cambiamento che arriverà con il successivo Io & Marilyn sarà un primo e timido tentativo di far crescere il suo personaggio e dargli una dimensione diversa e una connotazioine meno furba e sfacciatamente pigra nella messinscena.

Naturalmente come accade da molti appuntamenti natalizi a questa  parte sono i comprimari ad uscirne vincenti, in questo caso un Massimo Ceccherini davvero memorabile ed esilarante, che purtroppo non fa che accentuare l’appannamento cronico del suo vecchio amico e collega di sempre.

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