Transformers 3, 20 minuti in anteprima: considerazioni

di Pietro Ferraro 2

Stamane a Roma presso la Casa del Cinema la Universal Pictures ha presentato alla stampa alcuni minuti in anteprima dell’imminente Transformers: Dark of the Moon, introdotto da alcuni inserti del recente incontro tenutosi ai Paramount Studios di Hollywood, incontro in cui i registi Michael Bay e James Cameron si sono confrontati sul 3D ed hanno mostrato proprio le immagini presentate quest’oggi alla preview romana con i primi cinque minuti della pellicola ed un montaggio di alcune spettacolari sequenze in cui si può notare l’approccio di Bay al formato stereoscopico, molto vicino al concetto di profondità che ha reso ad oggi Avatar la miglior pellicola in 3D di ultima generazione.

Sembra che Bay abbia voluto questa serie di anteprime proprio per mostrare il suo 3D nativo e confrontarlo con quello mediocre di tante recenti pellicole convertite in post-produzione e bisogna ammettere che il formato oltre ad avere una resa altamente spettacolare, calza dinamicamente a pennello allo stile rutilante, fracassone e ipercinetico di Bay.

Nel breve filmato introduttivo scopriamo che Bay non aveva nessuna intenzione di girare in 3D, troppo dispendioso a livello logistico, Bay è abituato a lavorare in tempi rapidissimi, poi è arrivato Cameron che l’ha invitato sul set di Avatar e gli ha consigliato di utilizzare il 3D nativo che gli avrebbe regalato secondo lui grandi soddisfazioni e così è stato, Bay ha utilizzato la tecnologia e la stessa troupe utilizzate nel kolossal di Cameron scoprendo un mondo totalmente nuovo che gli ha permesso, parole dello stesso Bay di scolpire lo spazio.

Inforcati gli ormai famigerati occhiali nei primi minuti di proiezione entriamo nel mondo stereoscopico concepito da Bay con una battaglia epocale e un’interattività visiva che ricorda molto il 3D usato nei parchi a tema, si segue l’acrobatica corsa di un’astronave all’interno di gigantesche strutture cibernetiche, Bay sfrutta un 3D aggressivo come ha detto lo stesso Cameron, se in Avatar si sfruttavano profondità ed immersività in questo caso il 3D rispecchia la regia muscolare di Bay con sequenze dinamiche che permettono di sfruttare il formato in ogni sua variazione estetica, la macchina da presa di Bay sembra trovare gli giusti spazi di manovra con il nuovo formato e il fatto di usare massiccie dosi di effetti visivi e CGI facilita e di molto lo sfruttamento del formato stereoscopico.

Nell’incipit del film scopriremo i veri motivi che hanno portato alla repentina corsa allo spazio intrapresa dagli Stati Uniti negli anni ’60, seguono sequenze di volo, giganteschi e minacciosi Decepticon che sbriciolano palazzi, le trasformazioni se possibile hanno guadagnato in ricchezza di dettagli, tutto è incredibilmente fluido, il 3D non ha causato alcun tipo di rallentamento almeno nelle sequenze che ci sono state mostrate, l’atmosfera easy del secondo capitolo sembra aver lasciato il posto ad un’atmosfera più dark, tra apocalittici scenari all’insegna del catastrofico e suggestioni da war-movie, ci sono un paio di scene che siamo certi strapperanno l’applauso in sala, insomma Bay è tornato e sembra fare maledettamente sul serio, 3D compreso.

Transformers: Dark of the Moon sarà nelle sale a partire dal 29 giugno 2011.

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