The Last Airbender-L’ultimo dominatore dell’aria, gli effetti speciali

di Pietro Ferraro 3

Oggi ci occupiamo degli effetti speciali de The Last Airbender-L’ultimo dominatore dell’aria, film in 3D tratto da una serie animata e diretto da M. Night Shyamalan che per la prima volta si cimenta con un fantasy a tutto tondo, anche se già aveva affrontato la tematica nella fiaba Lady in the water.

Proprio come in Lady in the water in cui un racconto con creature mistiche era calato in un ambientazione realistica, in quel caso un condominio, anche stavolta nonostante l’ambientazione fantastica che include location di ampio respiro e spettacolari combattimenti elementali, Shyamalan ha chiesto alla Industrial Light & Magic, società di George Lucas designata per la realizzazione degli effetti speciali e visivi del film, di andare oltre la rappresentazione fumettosa tipica di molta odierna CGI e di fare un ulteriore passo in avanti creando effetti speciali il più possibile fotorealistici.

La storia del film ci racconta di un universo in cui gli elementi acqua, fuoco, aria e terra scatenano una guerra tra quattro fazioni per il predominio del territorio, ognuna rappresentante di un singolo elemento, tra cui spicca la bellicosa Nazione del fuoco intenzionata a sottomettere le altre. L’unico che può riportare la pace ponendo fine al conflitto è un giovane ragazzo, ultimo depositario del potere che permette ad un singolo individuo di controllare tutti e quattro gli elementi.

Questa pellicola si è rivelata una vera sfida per il supervisore agli effetti visivi Pablo Helman, accentuata dalla maniacale accortezza che Shyamalan mette nel suo lavoro, il regista ha chiesto che i quattro elementi che diventano protagonisti e interagiscono negli spettacolari scontri che si susseguono su schermo non si trasformassero in coreografici effetti speciali da videogame di ultima generazione, quindi vediamo elemento per elemento come è stato approcciato il lavoro in CGI.

FUOCO: Shyamalan dopo aver visionato alcune sequenze di prova ha notato che il fuoco vero su schermo sembrava di per se un effetto in CGI. In realtà nessuno aveva mai pensato che il regista intendesse utilizzare fuoco realizzato completamente in CGI. L’idea di come manipolarne il movimento è venuta da alcuni filmati di un festival del Nevada in cui durante un’esibizione si controllavano e manipolavano delle colonne di fuoco con l’ausilio di ventilatori.

ACQUA: insieme al fuoco l’elemento più difficile da gestire su schermo, specialmente in fase di contatto con altre superfici, i tecnici non trovando pellicole su cui poter costruire una simulazione, hanno reperito su You Tube alcuni video, uno con un ragazzo che colpiva con un pugno un palloncino pieno d’acqua e un altro il cui il palloncino lo colpiva sulla testa, entrambi i filmati rallentati hanno permesso di scoprire come si comporta l’acqua in alcuni frangenti, a questo si è aggiunto lo studio di un video della NASA che mostrava come si comporta l’acqua in assenza di gravità, utile per riprodurre l’effetto levitazione.

TERRA/ARIA: La terra è stato l’elemento più semplice da gestire a livello particellare, mentre per quanto riguarda l’aria, il protagonista del film, il giovane Aang nasce come un dominatore dell’aria, l’effetto visivo relativo è stato facilitato dallo studio già effettuato sul fuoco, infatti per l’elaborazione grafica si è utilizzato il medesimo algoritmo, il protagonista utilizza il vento a mò di arte marziale e l’aria si curva seguendo il movimento del suo stile di combattimento, in questo caso gli stili kung-fu della gru e del dragone.

LE CREATURE: per l’animazione di Appa la mastodontica creatura a sei zampe si sono presi come base per il movimento orsi polari, bisonti ed elefanti, ma anche castori per le sequnze di nuoto, mentre Per Momo, il lemure volante animato dal team che ha realizzato la memorabile sequenza di lotta in Star Wars episodio 2: L’attacco dei cloni tra Yoda e il Conte Dooku, si è scelto un pipistrello. In ultimo i Rinoceronti Komodo utilizzati in battaglia dalla Nazione del fuoco, dopo aver scartato i veri draghi di Komodo per riprodurne le movenze, i tecnici hanno preferito puntare su movenze canine simili a quelle di un bulldog.

MOTION CAPTURE: per quanto riguarda le acrobazie, e gli scontri piu pericolosi il volto del giovane protagonista Noah Ringer è stato incollato digitalmente su una stunt di nome Jade, che ha sostituito Ringer in alcune sequenze, ma per le sequenze impossibili da realizzare in live-action ci è voluto un alter ego digitale di Ringer realizzato con una innovativa tecnica di motion-capture, che ha catturato le movenze del giovane protagonista esibendosi in acrobazie tanto improbabili quanto spettacolari.

LOCATION VIRTUALI: Per le splendide location virtuali del film la troupe di visual artist ha catturato immagini di templi sparsi per il mondo dalla Cambogia alla Birmania, con un surplus di riprese effetuate in Vietnam, tra gli edifici realizzati quelli delle tribù dell’acqua sono ispirati alle linee architettoniche tibetane.

Di seguito galleria fotografica con alcuni screenshot delle sequenze in CGI e un video.

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