Suck, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

Jennifer (Jessica Parè) bassista degli Winners, rock-band appena mollata dal loro manager convertitosi all’hip-hop giapponese, passa una nottata di fuoco con un vampiro che ha un debole per le musiciste mutando in una fascinosa succhiasangue.

Riunitasi al gruppo la ragazza finirà per seminare cadaveri lungo le tappe del tour, mentre grazie al carisma da dono oscuro Jennifer catalizzerà sulla band l’attenzione da sempre agognata e mentre i concerti degli Winners cominceranno a dare i loro frutti, un temibile ammazzavampiri (Malcolm McDowell) si metterà sulle loro tracce.

Purtroppo Joey (Rob Stefaniuk) leader della band comincerà a sospettare che la sua pallidissima bassista nonchè ex-fidanzata abbia qualcosa che non va, sino a che non la troverà come si suol dire con le mani nella marmellata a pasteggiare allegramente con i resti del leader di una nota band.

Nonostante ciò gli Winners continueranno a guadagnar punti, sino ad essere richiesti da una delle trasmissioni radio più ascoltate e mentre i membri del gruppo uno ad uno, attraverso Jennifer riceveranno una calda accoglienza nella nuova famiglia, toccherà finalmente a Joey, l’unico ancora riluttante, decidere se oltrepassare o no il confine e barattare la propria anima con vita e sete eterna.

Bisogna ammettere che il cinema canadese in questo ultimo periodo ci sta regalando qualche gradevole variazione sul tema per quanto riguarda il cinema di genere, dopo il cinecomic da videogame Scott Pilgrim vs The World e il sorprendente horror ad alta quota Altitude ecco un’altro regista canadese, l’attore comedy Rob Stefaniuk, allestire uno scanzonato e coloratissimo omaggio al mondo dei vampiri in celluloide con una comedy-musicale divertente e visivamente intrigante.

In Suck si corre il rischio di un’overdose da citazione, Stefaniuk oltre ad omaggiare la musica rock inserendo cameo di Iggy Pop ed Alice Cooper, si diverte a citare i vampire-movies anni ’80 ricchi di humor come il dittico Ammazzavampiri di Holland piuttosto che il Lost boys di Schumacher e naturalmente le pellicole musicali, che ancora non avevano omaggiato in maniera adeguata il binomio rock e vampiri, che bisogna dire nonostante la voluta levità dell’operazione funziona in maniera egregia.

Suck rimane piacevolmente sospeso tra la parodia citazionista, il surreale hommage musicale alla Velvet  Goldmine e tutti le tipicità del genere, con un iter narrativo che ricorda molto quello de La regina dei dannati, mediocre sequel di Intervista con il vampiro di Neal Jordan, attenzione però a chi cerca un horror a tutto tondo perchè in questo caso lo stile è iper-fumettoso quindi non aspettatevi un grand guignol, anche se il gore non mancherà di sollazzare i patiti, Stefaniuk gioca senza supponenzacon i generi  e confeziona una divertente e divertita comedy-horror indirizzata ad un target giovanile e agli amanti del genere.

Note di produzione: il film è stato selezionato al Torino Film Festival 2010 nella sezione Rapporto confidenziale, nel cast tra le guest troviamo anche i musicisti Moby ed Henry Rollins, la bella Jessica Parè è comparsa nella quarta stagione del televisivo Mad Men, durante il film vengono riprodotte live-action le cover degli album Abbey Road dei Beatles e Born in the USA di Bruce Springsteen.

Commenti (4)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>