Shark Night 3D, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

In Louisiana sette studenti della Tulane University, Sara (Sara Paxton), Nick (Dustin Milligan), Beth (Katharine McPhee), Malik (Mura Sinqua), Maya (Alyssa Diaz), Blake (Chris Zylka) e Gordon (Joel David Moore) decidono di trascorrere qualche giorno di vacanza nella casa della famiglia di Sara che si trova sulle sponde di un lago salato in una zona piuttosto appartata. Giunto sul posto il gruppo si ferma in un emporio locale dove Sara incontra il suo ex-fidanzato Dennis (Chris Carmack) e il suo truce amico Red (Joshua Leonard) con il quale Maya e Malik avranno un alterco. Arrivati alla casa i ragazzi cominceranno a godersi la vacanza con Malik che deciderà di provare la sua tavola da wakeboard. Purtroppo proprio mentre viene trainato dalla barca guidata da Nick, Malik avrà un incidente in cui perderà un braccio. Recuperato l’amico e bloccata l’emorragia Nick deciderà di attraversare il lago e trasportare Malick in ospedale, inconsapevole che il lago è infestato da squali e che è stato proprio uno di loro a strappare il braccio all’amico.

Dopo l’efferato remake a base di Piranha assassini di Alexandre Aja ecco un’altro horror in 3D a sfondo balneare in cui stavolta tornano protagonisti gli squali. Alla regia di Shark Night 3D troviamo David R. Ellis che ci aveva fatto divertire non poco con il suo Snakes on a Plane e anche stavolta bisogna ammettere che Ellis ci mette tutta la buona volontà, cercando anche di sfruttare una trama che devia leggermente dal canonico squalo solitario magari geneticamente modificato contrapposto ad eroico scienziato di turno in cerca di risposte.

Per quanto riguarda il 3D ci troviamo di fronte alla consueta performance da teen-horror già ampiamente sperimentata con l’ultimo capitolo di Saw e Final Destination 5, quindi aspettatevi esplosioni, brandelli di carne e squali che tenderanno a puntare spesso e volentieri verso lo schermo con un uso massiccio di CGI di discreta fattura.

Sinceramente pur se su schermo si sonnecchia parecchio tra un pasto e l’altro, non ci sentiamo di bocciare in toto il lavoro di Ellis che dimostra comunque di saper gestire con un certo rigore i clichè richiesti dal cinema di genere, anche se stavolta si sente la mancanza dello black-humour che aveva contraddistinto Snakes on a Plane e alla fine ci troviamo di fronte ad un film che tolto l’appeal, in questo caso tutto ludico del 3D ha ben poco da raccontare.

La colpa però non è certo del regista o della storia, ma di un filone sin troppo inflazionato e di una reiterata logica da teen-movie che tende ad abbassare sempre di più l’età degli spettatori portando a scelte puramente commerciali, in questo particolare caso il film si pone come una mera scusa per l’utilizzo del 3D che diventa centrale e non di supporto alla trama, un errore purtoppo sempre piu frequente nelle produzioni horror indirizzate al grande pubblico.

Note di produzione: il regista David R. Ellis, che ricordiamo ha diretto anche il secondo capitolo della serie Final Destination, aveva deciso di cambiare in corsa il titolo del film usando durante la lavorazione il provvisorio Untitled 3D Shark Thriller, tornando in seguito alla prima scelta. Nel film appaiono diverse specie di squali tra questi Squalo tigreSqualo toro e l’iridscente Squalo tagliatore.

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