Robin Hood-principe dei ladri, recensione

di Pietro Ferraro 10

 Il valoroso Robin di Locksley (Kevin Costner), torna dalle crociate in compagnia di Azeem (Morgan Freeman) un moro conosciuto in terra straniera e a cui Robin ha salvato la vita, e scopre che la sua terra è stata usurpata e la sua famiglia sterminata dallo sceriffo di Notthingam (Alan Rickman), a raccontargli ciò un suo servitore sopravvisuto all’epurazione, il fedele Duncan (Walter Sparrow).

Robin si reca da Lady Marian (Mary Elizabeth Mastrantonio) sorella di un suo amico morto in battaglia per chiedere spiegazioni, ma purtroppo lei spaventata non crede alla storia di Robin, che inseguito dalle guardie dello sceriffo è costretto a rifugiarsi nella foresta di Sherwood, provvidenziale nascondiglio che si vocifera infestato dai fantasmi.

Robin nella foresta incontra una banda di ribelli capeggiati da Little John (Nick Brimble), i due dopo un’amichevole sfida a colpi di bastone diventano amici e così  Robin decide di addestrare la banda insegnandogli l’arte della spada e le insidie della guerra, diventando così una vera spina nel fianco del sempre più inviperito  sceriffo di Notthingam impegnato nel frattempo a escogitare un piano per farsi sposare dalla riluttante Lady Maryan, e un incubo per i nobili che attraversano la foresta.

Robin Hood-principe dei ladri è quello che si può definire a tutti gli effetti un film d’avventura, un genere poco visitato in questi ultimi anni da Hollywood, in questo caso in una confezione veramente intrigante che miscela il fascino di un leggendario eroe senza tempo, un pò di romance, un luciferino villain e un pizzico d’ironia che fa della pellicola un perfetto e coinvolgente prodotto d’intrattenimento

Il regista Kevin Reynols è un gran mestierante che oltre ad avere una lunga e proficua collaborazione con Costner, ci regalerà negli anni a venire kolossal avventurosi come Waterworld e Rapa Nui, e tornerà a visitare altri classici della letteratura trasponendo sullo schermo Il Conte di Montecristo e il mito romantico degli amanti Tristano e Isotta.

Insomma nonostante un Razzie Award a Kevin Costner come peggior attore dell’anno, e qui ci sarebbe da discutere, al successo del film si uni anche una coinvolgente colonna sonora di Michael Kamen e la notevole hit romance di Bryan  Adams (Everything I Do) I Do It For You (il video in coda al post).

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