Pollo alle prugne, recensione in anteprima

di Felice Catozzi Commenta

Siamo nella Tehran del 1958 e Nasser Ali, un violinista sognatore interpretato da Mathieu Almalric, è in crisi: il suo adorato strumento è stato distrutto dalla moglie e lui non riesce a sostituirlo, tanto da cercare consolazione nella morte, decidendo di non mangiare né tanto meno bere più; Nasser ha deciso di morire in 8 giorni e, durante questo lasso di tempo, il musicista ripercorre gli episodi salienti della sua vita in una sorta di favola a occhi aperti. Pollo alle prugne non è che all’inizio di quest’avventura fantastica e prodigiosa.

In quest’opera, la regista Marjane Satrapi porta sul grande schermo la graphic novel che riprende il titolo Pollo alle prugne, dove ancora una volta i protagonisti sono isolati, messi al bando, allontanati dalle passioni che li rendono vivi, esseri compiuti o su un percorso di ricerca di completezza, per essere obbligati in maniera forzata a combattere un destino avverso e trovare un nuovo punto di equilibrio tra verità e fantasia, tra realtà e sogno.

Il film oscilla tra burlesque e sentimenti, richiamando a un mix di generi come la parodia, la sitcom, il melodramma all’italiana, i film fantasy e le citazioni di Méliès; è molto divertente il personaggio del bambino quando nella prima parte accompagna il padre alla ricerca di un violino che possa soddisfare le pretese dell’inconsolabile Nasser, che non trova rimedio all’infelicità di un violino che non suona come quello rotto e distrutto per sempre.

L’unica nota di colore e interesse è dunque il possesso di un’unicità delle cose, del valore attribuito e attribuibile a ciò che ci circonda e si polarizza in positivo e in negativo, come se da questo la nostra vita potesse tendere verso il successo o il fallimento totale. Ciò che conta è l’unicità di ogni pensiero, parola, azione, che si assembla nel grande concetto dell’unicità della vita.

Note di Produzione: all’interno del film compare la grandissima Isabella Rossellini, nei panni di Parvine, che accettò la parte senza nemmeno leggere la sceneggiatura, tale è il livello di stima verso la regista e il cast di Pollo alle Prugne.

 

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