Good As You, recensione in anteprima

di Felice Catozzi 1

È la Vigilia di Capodanno e il bisbetico Adelchi (Lorenzo Balducci) organizza una cena con la sorella instabile Silvia (Daniela Virgilio) e un nuovo ragazzo conosciuto in chat, Claudio (Enrico Silvestrin).

In realtà, Claudio è all’oscuro della cena e di Adelchi, perché è la sorella Francesca (la brava Lucia Mascino) ad aver finto in chat per tutto il tempo; Francesca è però impegnata con la fidanzata, Marina (la bellissima e interessante Micol Azzurro), così chiede alla sua ex Mara (Elisa Di Eusanio) di accompagnare il fratello alla cena; ma a completare l’assortimento del cenone, all’appello risponde Marco (Diego Longobardi, che è anche co-produttore), il miglior amico di Adelchi, che si presenta con il suo partner Nico (Luca Dorigo).

La festa è solo l’inizio di Good As You, con una serie di incontri, scontri, discussioni e liti tra gli 8 personaggi in cerca d’Amore, in un mondo tutto omosessuale dove la sessualità non conta e non contano i cliché.

Good As You è l’acronimo della parola GAY e questo film si dichiara come la prima commedia gay italiana: di film a tematica omosessuale e di impronta vagamente o tipicamente della commedia italiana se ne sono visti in questi ultimi anni, ma in quest’opera si assapora un fondo di verità in tutta la narrazione, anche se spesso è una verità confusa e labile; dopo tutto, i personaggi evolvono insieme e i contrasti tra le loro differenze porteranno ognuno a un cambiamento.

I personaggi che spiccano durante la storia sono certamente quelli interpretati dalla Di Eusanio e da Longobardi (c’è una scena in cui Marco si traveste da regina del male di Bianceneve, divertentissima performance), i più veri e sinceri, meno elaborati dal profilo psicologico, ma che danno le maggiori soddisfazioni ai fini della diegesi; una menzione a parte va invece alle 4 ragazze, che offrono una situazione più interessante delle dinamiche dei ragazzi.

Sarebbe bello poter sparare a zero sulla recitazione di Luca Dorigo o degli stereotipi affrontati in maniera completa ma troppo poco grottesca, o si potrebbe parlare degli argomenti messi sul banco e non affrontati come forse si vorrebbe veder fare una buona volta da un film a tematica omosessuale, ma nulla di tutto ciò riesce a smontare il livello di affiatamento tra cast e il regista Mariano Lamberti, che ridefinisce sul grande schermo un nuovo tipo di commedia italiana: una commedia rosa, amara, non abbastanza estrema nei personaggi per essere grottesca ma estrema negli eventi che il gruppo deve affrontare, senza mai desistere dall’accettare le difficoltà della vita con sincerità.

Come riassumere tutto questo, beh vediamo… La verità fa male ecco, ma Good As You fa bene.

Viene da chiedersi perché solo personaggi inconclusi o scoppiati: la verità è che, come nelle commedie di impronta eterosessuale, amori e tradimenti sono il punto saliente di tutte e le storie. Come si fa a parlare di amore al cinema senza sofferenze annesse?

Note di produzione: tra i produttori compare il nome di Anna Falchi che ha creduto nel progetto che uscirà il 6 Aprile in Italia con circa 80 copia grazie a Irisfilm Dostribuzione, mentre la colonna sonora vede la collaborazione delle gemelle Kessler che hanno interpretato The lady in the tutti frutti hat, un celebre successo degli anni ’40 di Carmen Miranda. Qui di seguito il trailer (veramente ben fatto) e un’anticipazione del brano intonato dalle Kessler.

Commenti (1)

  1. ella Katie McCarthy (Kirsten Durst), tra i due è amore a prima […]

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