Philippe Garrel torna a Venezia con La Jalousie: le prime foto del film

di Cinemaniaco Commenta

In moltissimi aspettavano che Philippe Garrel tornasse a Venezia. Lo fa in occasione della settantesima edizione con “La Jalousie“, suo ultimo lavoro. Non si sentiva parlare (bene) di lui dal 2005, anno in cui diede alla luce lo straordinario “Les amants réguliers”, capace di vincere Leone d’Argento per la regia e Premio Osella per la fotografia proprio alla Mostra del cinema di Venezia.

Con “La Jalousie” il regista francese torna in concorso proprio al Lido, a due anni di distanza da “Un été brûlant”, lo spernacchiato, deriso e fischiato film con Monica Bellucci. Eppure, malgrado il precedente ci si aspetta moltissimo da questa ultima fatica di Garrel: trama, ritorno al bianco e nero e durata (77 minuti secchi) potrebbero regalarci addirittura il film più intimo della kermesse.

Sinossi

“La Jalousie” è la storia di un trentenne che vive in affitto con una donna all’interno di un miniappartamento ammobiliato. I due stanno vivendo una storia d’amore. L’uomo ha una figlia nata da una relazione con un’altra donna che poi lui ha lasciato. Naturalmente egli vede la figlia, la cui madre, tuttavia, vive da sola con la bambina e deve lavorare per mantenerla perché il suo ex non le passa niente. L’uomo è attore di teatro, molto povero. E adesso è follemente innamorato della nuova compagna, anche lei attrice, ma senza lavoro. Un tempo la donna era una stella nascente, ma le offerte di ruoli sono poi venute a mancare. L’uomo fa l’impossibile per procurarle una parte, ricorrendo alle sue conoscenze nell’ambiente. Ma tutto è inutile. La donna, intanto, lo tradisce. Viene a trovarlo nel miniappartamento, poi dice di non sopportare più quel luogo e se ne va. L’uomo si spara un colpo al petto, ma la pistola gli sfugge di mano e, invece di colpire il cuore mortalmente, la pallottola gli perfora il polmone sinistro. All’ospedale giunge la sorella a fargli visita e rimane accanto a lui. È questa sorella tutto ciò che gli rimane. Questa sorella e il teatro.

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