B-cult, Zombie Honeymoon

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Per la rubrica B-movie oggi torniamo ad occuparci del prolifico filone zombie che sfoggia una deriva comedy molto corposa e ricca di piccoli cult, vedi L’alba dei morti dementi piuttosto che l’intrigante Fido di cui ci occuperemo sicuramente in un prossimo post, magari nell’apposita rubrica The Horror Zone.

Non è semplice conciliare con un certo equilibrio l’impatto splatter/mortifero che contraddistingue il genere con la comedy, due caratteristiche solo all’apparenza molto contrastanti, che invece giocano proprio su questo ricercato contrasto tra risata e digusto, che  permette a registi e sceneggiatori di osare molto con i generi, non abbandonando però mai la caratteristica connotazione horror/splatter.

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Bloopers di X-Files: Voglio crederci

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Quest’oggi bloopers dedicati alla seconda trasferta cinematografica del serial cult X-Files sul grande schermo, dopo X-Files: Il film del 1998 che fungeva da collegamento tra la quinta e la sesta stagione, rivelando molto della mitologia a base di complotti governativo/alieni, ossatura principale della serie ideata da Chris Carter.

Nel 2008, ad oltre dieci anni di distanza dal primo film, e a sei dalla chiusura ufficiale della serie, approda nelle sale il secondo capitolo cinematografico, X-Files: Voglio crederci, che abbandona i complotti alieni per affidarsi alla parte investigativa della serie, che vedeva in ogni episodio gli agenti dell’FBI Mulder e Scully impeganti con serial-killer mutanti, leggende metropolitane ed eventi sovrannaturali.

Dopo il salto i bloopers di X- Files: Voglio crederci in un filmatone XL da oltre nove minuti con i momenti più divertenti rubati sul set, caratteristica del video oltre ad un montaggio piuttosto curato, un divertente score musicale che accompagna  le immagini donandogli un’intrigante atmosfera surreale. Buona visione.

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Nella valle di Elah, recensione

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Hank Deerfield (Tommy Lee Jones) è un militare tutto d’un pezzo, reduce del Vietnam e patriota devoto alla divisa, ha due figli che hanno seguito le sue orme nell’esercito, uno ha perso la vita l’altro, Mike (Jonathan Tucker) è appena rientrato dall’Iraq, ma una telefonata avverte Deerfield che il figlio, dopo una libera uscita non è più rientrato, e rischia di essere accusato di diserzione,

Deerfield non ha alcuna intenzione di vedere il nome di suo figlio infangato, e parte alla volta del Nuovo Messico in cerca di notizie e risposte sull’improvvisa scomparsa del figlio, qui si scontrerà con la parte più burocratica ed omertosa dell’esercito che ha servito per anni e per cui ha rischiato la vita, che si frapporrà tra lui e la verità, forse troppo scomoda per essere raccontata

Ad aiutare Deerfield contro questo immane muro di gomma la detective Emily  Sanders (Charlize Theron), frustrata e vessata dai colleghi, ma dotata di un intuito e di una sensibilità che gli  permetteranno di arrivare alla verità, mostrando e ricordando a Deerfield che la brutalità della guerra va ben oltre il campo di battaglia.

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Ti amo in tutte le lingue del mondo, recensione

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Gilberto (Leonardo Pieraccioni) è un professore di ginnastica un pò ingenuo e alquanto innamorato della bella moglie Deborah (Barbara Tabita), che un giorno ha l’idea di festeggiare il compleanno della consorte con una bella festa a sorpresa.

La sorpresa in realtà gliela farà la moglie che al suo rientro in casa inconsapevole di amici e parenti appostati per gridargli il fatidico sorpresa!, si lascia andare ad un’esplicita conversazione al  cellulare con il suo amante, con il povero Gilberto con ridicolo cappelino da party a beccarsi un doccia gelata davanti ai suoi amici.

Superata l’empasse (e siamo stati teneri), segue chiaramente il divorzio di rito e il ritorno di Gilberto al suo tran tran quotidiano, tra alunne innamorate pazze come la vivace Paolina (Giulia Elettra Goretti), che ha deciso che è proprio Gilberto la sua anima gemella, e lo strambo fratello/bidello Cateno (Giorgio Panariello) con problemi di balbuzie e con cui Gilberto convive e lavora.

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Fuga per la vittoria remake: David Beckham nel cast?

David Beckham

David Beckham potrebbe presto abbandonare il mondo del calcio per tentare una nuova carriera, quella di attore.

La prima possibilità sembra gliela voglia offrire l’ex difensore gallese Vinnie Jones, da tempo protagonista di molti film, che sta pensando di girare il remake di Fuga per la vittoria e ha individuato nello Space Boy l’ideale protagonista: Beckham dovrebbe interpretare il ruolo che nel 1981 fu assegnato a Bobby Moore.

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Kellan Lutz in War of the Gods, John Malkovich in Transformers 3, Emma Stone in The Help

Kellan Lutz

Emma Stone dovrebbe essere la protagonista di The Help, la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Kathryn Stockett: nella commedia diretta da Tate Taylor l’attrice sarebbe una ragazza del Mississippi che sogna di diventare giornalista e che, nei primi anni sessanta pubblica un’intervista alla sua domestica di colore.

Kellan Lutz sarà il dio del mare Poseidone in War of the Gods, il film di Tarsem Sigh, che si inizierà a girare dal mese prossimo, con Henry Cavill, Mickery Rourke e Freida Pinto.

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Freida Pinto non sarà la Bond Girl del nuovo 007

Freida Pinto

Freida Pinto ha smentito categoricamente di essere la nuova Bond Girl nel prossimo film di 007, Bond 23. La star di Bollywood, dopo che il Daily Mirror aveva rivelato l’abbocco tra lei e i produttori e aveva pure parlato di un contratto di 3 milioni di sterline, al quotidiano online The Times of India ha fatto sapere:

Non ho avuto alcun contatto con i responsabili del prossimo film.

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Cortoons 2010, Festival Internazionale dei Cortometraggi di Animazione di Roma

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Torna l’appuntamento annuale dal 24 al 28 marzo con il cortometraggio d’animazione nella Capitale, come di consueto oltre a cortometraggi nazionali ed internazionali, fulcro della rassegna romana Cortoons saranno anche una serie di seminari gratuiti per esplorare ed approfondire il mondo del corto animato e del cinema d’animazione con professionisti del settore, con un approccio didattico-divulgativo al genere, e che quest’anno vede l’aggiungersi di un seminario dedicato alla nuova e sempre più richiesta figura professionale dello sviluppatore di videogames.

Per quanto riguarda il concorso ufficiale, quattro i formati in cui si suddividono le opere selezionate per la rassegna, tecnica 2D, 3D, Stop motion e Flash, mentre sei le categorie della selezione ufficiale, lungometraggi, cortometraggi italiani da 1 a 20 minuti, cortometraggi internazionalii suddivisi in filmati da 1 a 4 minuti e da 1 a 20 minuti, cortometraggi scolastici, VFX (effetti speciali) e videoclip d’animazione.

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I bruttissimi, Sfida tra i ghiacci

Sfida tra i ghiacci

Per la rubrica I bruttissimi torniamo ad occuparci di Steven Seagal che nel 1994 sforna il pasticcio action eco-ambientalista Sfida tra i ghiacci, debutto alla regia dell’attore ed inizio del suo declino che lo relegherà ben presto nel mercato home-video, dopo un decennio all’insegna di alti e bassi, tentativi di resurrezione e tonfi colossali.

Molti gli attori che come Seagal hanno fatto il grosso errore di anticipare il passaggio dietro la macchina da presa, causando non pochi danni, vedi gli esempi di Van Damme con il suo The Quest-la prova, o più recentemente Tony Jaa con il suo Ong Bak 2-la nascita del dragone.

Seagal da sempre impegnato in ambito ambientalista e strenuo difensore delle minoranze etniche, si trasforma per l’occasione in uno specialista in esplosivi con una particolare abilità nel domare incendi di cui sono oggetto pozzi petroliferi e raffinerie, al soldo in Alaska di un sordido amministratore delegato (Michael Caine) si ribellerà al suo datore di lavoro reo di commerciare in rifiuti tossici e difenderà i diritti degli eschimesi.

Un film pasticciato, infarcito di retorica e scena al limte del surreale,basta dare un’occhiata ai video in coda al post, la rissa in un bar con redenzione a suon di botte di un tipaccio da osteria, e la fase mistica con visioni di cui è oggetto il protagonista durante la sua permanenza in un villaggio eschimese.

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Film parodia di Robin Hood

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Oggi per i film parodia ci occupiamo di Robin Hood, icona letterario-avventurosa che sfoggia una moltitudine di trasposizioni e adattamenti tra piccolo e grande  schermo, tra cui un cartoon del 1973 firmato Disney, un blockbuster del 1991 Robin Hood-Principe dei ladri ad opera di Kevin Reynolds con protagonista Kevin Costner, ed un film presto nelle sale con l’accoppiata da Oscar, Ridley Scott/Russell Crowe.

Ci penserà l’esperto Mel Brooks nel 1993 con il suo Robin Hood-Un uomo in calzamaglia, a parodiare il leggendario eroe inglese basandosi sul film con Kevin Costner, e inserendo come di consueto ammiccamenti e riferimenti vari a tutta una serie di pellicole, vedi ad esempio Il padrino di Coppola, o generi, vedi i numerosi siparietti musical, sfornando cos’ un divertente fumettone che non manca di momenti davvero spassosi.

Dopo il salto potrete gustarvi la memorabile scena ispirata a Il padrino, un siparietto musicale ballato e cantato, e una selezione delle scene più divertenti del film. Buon divertimento.

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Programmato per uccidere, recensione

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John Hatcher (Steven Seagal) è un agente della DEA in crisi d’identità, dopo una disastrosa missione colombiana dove l’agente ha perso un amico e fatto strage di narcotrafficanti, Hatcher combatte con la sua coscienza, non sapendo più da che parte è la giustizia, e se ancora vale la pena combattere un’infinita guerra che sembra persa in partenza.

Per raccogliere le idee non c’è niente di meglio di un ritorno all’ovile, così Hatcher se ne torna nella sua Chicago e nel suo vecchio quartiere, dove ritrova la sua famiglia e un vecchio amico ora allenatore di football in un liceo.

Durante una serata tra amici in un bar, Hatcher si ritrova nel bel mezzo di una sparatoria con alcuni spacciatori capeggiati dallo scagnozzo di un potente boss locale, il giamaicano Screwface. Hatcher arresta lo scagnozzo e lo sbatte in prigione, segue immediata ritorsione sulla famiglia dell’agente.

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