Noi credevamo, recensione

di Pietro Ferraro 1

Quattro capitoli (Le scelteDomenicoAngelo e L’alba della nazione) e tre giovani mazziniani (Salvatore il patriota, Domenico l’idealista e Angelo l’estremista) per celebrare e ricordare il tumultuoso percorso che ha portato all’unificazione dell’Italia. I tre protagonisti giureranno fedeltà e fratellanza sotto l’egida della Giovine Italia, ma con il trascorrere degli anni le sconfitte, i tradimenti e la morte di molti compagni segneranno il loro percorso mutandone inesorabilmente i destini. Chi trasformerà il proprio patriottismo in una cieca violenza, chi in una strenua difesa contro la monarchia dittatrice e chi invece pagherà un prezzo troppo alto per quella che ormai appare come solo un’utopia…

Affresco sontuoso dai dialoghi corposi e dall’evoluzione coinvolgente il Noi credevamo di Mario Martone, che nel narrare e celebrare la complessità di un periodo storico tumultuoso come il Risorgimento cerca in esso, trovandolo senza alcun dubbio, il riflesso di un percorso politico che ad oggi, a 150 anni dalla’unificazione, resta fortemente contraddittorio, profondamente diviso e figlio di un trasformismo viscerale che ne mina credibilità e fondamenta etiche.

Il Risorgimento di Martone conquista per la bravura degli attori, il film punta molto su cast e dialoghi piu che sull’ambientazione, dialoghi che per fortuna non risultano ridondanti, ma mantengono intonsa gran parte della loro forza che ne ha fatto motore di un pensiero vigoroso, capace di innescare un cambiamento tanto doloroso quanto inarrestabile, mostrando quanto la storia, a precindere dalle grandi figure simbolo che la rappresentano, sia fatta di una moltitudine di piccole azioni, di scelte individuali e delle loro conseguenze, che in un disegno piu grande tracciano sentieri di vita capaci di fare, nel bene e nel male la differenza.

Note di produzione: Nel cast figurano Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Barbareschi e Luca Zingaretti. Il film è basato sull’omonimo romanzo datato 1967 della scrittrice toscana Anna Banti. Le location del film hanno fruito di un set principale sito nella provincia di Salerno (Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano) e dei castelli di Bovino Deliceto in cui è stato ricostruito il carcere irpino di Montefusco. Tra i premi ricevuti dalla pellicola segnaliamo 7 David di Donatello (miglior film, migliore sceneggiatura, miglior direttore della fotografia, miglior scenografo, miglior costumista, miglior truccatore e miglior acconciatore) e un Nastro d’Argento dell’anno. Noi credevamo ha inoltre fruito di un budget di 4.000.000€ incassando alla sua uscita nelle sale 1.357.000€.

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