My name is Bruce, recensione in anteprima

di Redazione 1

In una sperduta cittadina un paio di giovinastri sveglia inavvertitamente dal suo sonno secolare un demone cinese sepolto in una miniera che comincia a terrorizzare i villici locali a suon di amputazioni e decapitazioni.

Nel frattempo scopriremo non solo che l’unico ragazzo sopravvissuto al risveglio della letale divinità è uno dei più grandi fan dell’attore Bruce Campbell, ma anche che spera che sarà proprio lui come l’Ash della trilogia di Evil dead ad affrontare il male e rispedirlo la da dove è venuto.

Purtroppo per l’ingenuo giovine Campbell è in realtà un attore fallito che ormai gira solo filmacci di serie Z con mostri di gomma, dedito alla bottiglia, erotomane e con un divorzio che lo ha messo sul lastrico, costringendolo a vivere in una scassatissima roulotte in compagnia di un cane alcolizzato.

Quando nel giorno del suo compleanno Bruce verrà rapito dal ragazzo in questione e portato nella sua cittadina per affrontare il demone, l’attore penserà ad uno strambo regalo di compleanno messo in scena dal suo agente e per un pò starà al  gioco, almeno fino a quando non si troverà faccia a faccia con il demone cinese e capirà che stavolta è proprio tutto vero…

Avvertenza per chi cerca un horror, qui siamo nel campo della comedy con frequenti incursioni nella parodia, secondo avvertimento se non siete fan sfegatati di Bruce Campbell e non avete seguito la sua carriera sarebbe il caso di fare una full-immersion prima di affrontare la visione.

My name is Bruce è un omaggio nell’omaggio, diretto dallo stesso Campbell senza coinvolgere l’amico di sempre Sam Raimi, ma dando più di un ruolo al fratello Ted, segue lo stesso iter di un paio di horror anni ’80 miscelandone alcuni elementi, stiamo parlando di Una strega chiamata Elvira e Ammazzavampiri, in entrambi i casi un attore/conduttore si ritrova a dover vestire nella realtà i panni indossati su schermo con tutta una serie di spassosi effetti collaterali a tinte horror.

La regia di Campbell scolastica e oltremodo televisiva trasforma tutto il film in una sorta di puntatone speciale formato live-action della serie Scooby-doo con tanto di fumettoso e ben poco spaventoso villain sovrannaturale e cittadina infestata da salvare dal mostro di turno.

Campbell mattatore assoluto gigioneggia con tanto di camicione hawaiano ad ogni inquadratura, la sua intera filmografia è citata ovunque, ad un certo punto spunta anche una sua action figure in edizione limitata e una motosega, quindi ci si rende subito conto che questo è materiale per fanboys, naturalmente consigliatissimo a chi stravede per l’attore che potrà trovare la pellicola un divertente passatempo con cui farsi due risate e ricordare tanti spassosi B-horror.

Note di produzione: lo stesso Campbell ha recentemente annunciato un sequel che già dal titolo Bruce vs. Frankenstein promette davvero bene, in preparazione anche un tv-movie incentrato su Sam Axe, personaggio che Campbell interpreta nel serial Burn Notice.

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