Miles Davis suona al Festival di Berlino

di Cinemaniaco Commenta

Il biopic diretto da Don Cheadle racconta di due giorni con il grande artista.

Che la commistione tra suoni e culture lontane crei splendida armonia lo dimostra alla Berlinale The Music of Strangers, il film su Yo-Yo Ma e la sua Silk Road ensemble, band composta da virtuosi di strumenti che esprimono l’identità culturale dei rispettivi paesi: la gaita galiziana, il clarinetto siriano, l’iraniano kamanche.

Il documentario di Morgan Neville (già Oscar per 20 Feet from Stardom) è il simbolo di quella contaminazione artistica che piace al pubblico che assiste alla kermesse tedesca. Vivace mescolanza di musica dal vivo, backstage, materiale di repertorio, il film si apre sul grande violoncellista Yo-Yo Ma: qualche minuto ed eccolo bambino prodigio in bianco e nero, Leonard Bernstein lo presenta in un programma televisivo americano. Il violoncellista oggi commenta spiazzando il pubblico: «Non ho davvero scelto di fare il musicista, perché questo dono che mi è stato dato era così evidente fin da bambino da segnare il mio destino».

Con il passare dei decenni, la curiosità musicale rischiava di affievolirsi. Ma il musicista ha trovato nuova linfa sulla “via della seta”, arruolando talenti dalla Spagna alla Siria, una “comune” capace di mettere insieme strumenti dal passato diverso per capire cosa avrebbero potuto suonare insieme. Accadeva 16 anni fa: il primo video che documenta l’incontro, a Tanglewood, è tra i materiali del film. Quel primo appuntamento si è trasformato in una famiglia artistica: in parallelo ai concerti con i Berliner e al Chicago Symphony Center ci sono gli incontri e i viaggio con i suoi compagni della Silk Road: la pipa cinese di Wu Man, il clarinettista Kinan Azmeh, siriano nato a Damasco, l’iraniano in esilio Kayhan Lalhor, che suona il kamanche e la travolgente gaita galiziana di Cristina Pato.

«Non chiamare la mia musica jazz, chiamala “social”», così Miles Davis stronca un giornalista in Miles Ahead, biopic sul trombettista diretto e interpretato da Don Cheadle. Il film oggi alla Berlinale, ambientato alla fine dei 70, narra due giorni da poliziottesco con Miles e il giornalista Ewan McGregor a caccia di una bobina rubata con l’ultima creazione dell’artista. In mezzo i flashback su un passato di droga, alcol, sesso, che ha distrutto il matrimonio con l’unica donna amata.

 

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