L’ultima eclissi, recensione

di Pietro Ferraro 2

La morte in circostanze sospette dell’anziana Vera Donovan precipitata da una rampa di scala, fa si che i sospetti si concentrino sulla scontrosa e solitaria governante della donna Dolores Clayborne (Kathy Bates).

A causa delle accuse e della successiva inchiesta che vede coinvolta Dolores in città torna Selena, la figlia con cui Dolores ha interrotto ogni rapporto dopo la morte del padre di lei e e l’insinuarsi dell’atroce sospetto che anche in quel caso nell’incidente in cui perse la vita il padre fosse implicata la madre.

Il confronto tra le due donne si fa duro, si scava nel doloroso passato, si rievocano ricordi volontariamente sepolti, il rivangare quella terribile esperienza riavvicinerà inevitabilmente madre e figlia, svelerà ambigue verità e farà chiarezza sugli avvenimenti più recenti.

Il veterano Taylor Hackford (Rapimento e riscatto) fa la cosa più intelligente da fare quando si affronta un autore come Stephen King, cerca di spostare il contenuto dei suoi romanzi e l’effluvio di parole e dettagli verso una dimensione narrativamente più cinematografica ed in questo caso attoriale.

Hackford sposta il perno del racconto di King sul rapporto madre/ figlia, utilizzando come cornice una serie di flashback cromaticamente suggestivi e una doppia linea temporale che snocciola rivelazioni senza mai esagerare.

Il resto lo fanno due grandi performance, arcigna, dura ma anche materna la Dolores di Kathy Bates e sofferta ed inquieta la Selena di Jennifer Jason Leigh, una coppia di talento al servizio di uno script che una volta tanto rispetta il cuore del romanzo originale senza voler per forza restarvi fedeli ad oltranza ma anche senza tradirne gli intenti.

L’ultima eclissi è un solido dramma al femminile che utilizza i crismi del thriller per una messinscena davvero credibile e coinvolgente, più che una fedele trasposizione, un adattamento intelligente, e questa forse è l’azzeccata chiave di lettura che fa del film di Hackford anche un buon film di genere.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>