Le avventure del topino Despereaux, recensione in anteprima

di Diego Odello 4

Il reame di Doremi è in lutto a causa della prematura morte della regina, che stramazza dopo aver assaggiato una zuppa in cui è caduto Roscuro, un ratto marinaio che è stato dimenticato dall’equipaggio della nave sulla terraferma.

Parallelamente alla vita che si svolge nel regno dove vivono il triste re e la bella principessa Pea, una ragazza pronta a rinunciare a tutto pur di veder tornare a splendere la luce del sole, ci sono le città dei topi e quella dei ratti: nella prima, Mouseworld, vive Despereaux, un topino particolare, allontanato dalla sua società a causa del troppo coraggio che dimostra, nella seconda, buia tetra e comandata da un malvagio signorotto, si aggira spaesato Roscuro.

Nel corso di questa favola moderna, con la principessa messa in pericolo dalla sguattera Mig, Desperaux, che impara i principi dei cavalieri leggendo i libri che i suoi simili gli ordinano di sgranocchiare, dovrà salvare Pea e restituire serenità al regno.

Le avventure del topino Despereaux (The Tale of Despereaux), diretta dal regista di Giù per il tubo, Sam Fell, è un coraggioso film d’animazione per bambini, splendidamente curato, con una bella storia, appassionante (anche se a volte tende a divagare – tanti personaggi e poco tempo per prestare attenzione ad ognuno di loro).

Il film della Universal è coraggioso ,perché la trama non è così intuitiva e lineare (si continua a passare da un regno all’altro, i protagonisti non sono buoni o cattivi, ma cambiano spesso atteggiamento a seconda dell’interazione con l’ambiente, eccezion fatta per Despereaux e il signorotto del regno dei ratti) come si è abituati nei film per bambini e non è nemmeno infarcita di gag che possano facilmente strappare il sorriso al pubblico giovane.

Per comprendere la cura nella realizzazione, invece, vi invito a prestare attenzione alla perfetta creazione degli ambienti (il regno dei ratti ha abitazioni create alla meno peggio e gli abitanti interagiscono con oggetti da discarica, mentre Mouseworld è costituita da case formate da mobili e portagioie e gli abitanti interagiscono con oggetti raffinati o con scarti di alta qualità), all’accuratezza con cui è fatto l’assistente chef, formato da frutta, verdura e pentole, che ricordano i quadri di Giuseppe Arcimboldo, agli abiti con cui si vestono i topini, che richiamano i quadri fiamminghi.

Concludendo: Le avventure del Topino Despereaux, tratto dall’omonimo best seller di Kate Di Camillo, è un film molto curato, intelligente, che nasconde dietro all’impostazione classica della favola, più spunti di riflessione, tematiche profonde (la metabolizzazione della morte, la contaminazione reciproca tra bene e male) e altre più elementari come l’importanza di superare gli stereotipi e il non basare la propria opinione solo sull’apparenza.

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