La sposa dell’imperatore, Jodhaa Akbar: recensione

di Pietro Ferraro 2

India sedicesimo secolo, durante la dominazione islamica della dinastia Moghul i successi politici dell’imperatore Akbar (Hrithik Roshan) hanno raggiunto l’apogeo e sembrano davvero non conoscere limiti ne tantomeno confini. Dopo aver annesso e dato sicurezza ai territori dell’Hindu Kush, l’impero di Akbar (Il grande) ora si estende dall’Afghanistan al Golfo del Bengala e dall’Himalaya al fiume Narmada. Akbar è una personalità carismatica e prevaricatrice che raggiunge i suoi obiettivi attraverso un abile mix di diplomazia, intimidazione e applicazione della forza bruta, è in questo modo che Akbar ha finito per guadagnarsi la fedeltà dei Rajput, uno dei maggiori gruppi della casta induista Kshatriya.

Questa fedeltà però non è condivisa da tutti, Maharana Pratap e molti altri Rajput considerano da sempre Akbar come un invasore straniero. Per questo Pratap ha vietato i matrimoni tra Rajput che avevano dato in sposa le loro figlie ai membri della dinastia Moghul e quelli che non lo avevano fatto, ma la regola viene presto infranta quando Akbar comunica di voler sposare Jodhaa (Aishwarya Rai), una bellissima principessa Rajput, al fine di rafforzare ulteriormente i suoi rapporti con gli Hindu. Jodhaa si sentirà così manipolata alla stregua di una merce di scambio e resisterà alla serrata corte di Akbar che accetterà la sfida più grande con cui si sia mai cimentato, far capitolare la volitiva principessa Hindu conquistandone il cuore.

la sposa dell’imperatore aka Jodhaa Akbar è un sontuoso romance-storico made in Bollywood in stile Anna and the King con l’immancabile e gradevolissima digressione musicale che contraddistingue le pellicole indiane. Stavolta location, costumi e ambientazione storica donano una connotazione epica alla messinscena amplificata dalla solida regia del veterano Ashutosh Gowariker già regista di Lagaan-C’era una volta in India, kolossal da 4 ore candidato agli Oscar 2001 come Miglior film straniero.

Gowariker ha cercato di essere per quanto possibile attendibile a livello storico, ma chiaramente la connotazione romance del film ha richiesto diverse licenze che hanno creato qualche polemica, tra queste quella di alcuni gruppi di Rajput che hanno affermato che nel film c’è un palese falso storico, Jodhaa in realtà era sposata con Akbar bensì con il figlio di Akbar, Jahangir. Per questo hanno richiesto pubbliche scuse dal  regista non permettendo che il suo film uscisse in 30 sale cinematografiche del Rajasthan.

Note di produzione: la colonna sonora del film è stata affidata al compositore A. R. Rahman, vincitore di due premi Oscar nel 2009, miglior colonna sonora e miglior canzone, per il film The Millionaire di Danny Boyle.

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