L.A. Confidential, recensione

di Pietro Ferraro 3

Sullo sfondo di una scintillante ed ambigua Los Angeles dei primi anni ’50 più a stelle che a strisce scandali, droga e corruzione si vendono come il pane e a servirli in prima pagina tutti i giorni ci pensa la rivista scandalistica Hush-Hush (Zitti-Zitti), sempre sulla notizia, sempre prima della concorrenza, che però stavolta pescherà nel torbido d’alto bordo, spingendosi troppo al largo rischiando così di affogare. In questo quadretto di perversioni hollywoodiane e brutalità in divisa, facciamo la conoscenza di tre agenti del dipartimento di polizia che vivono su fronti opposti di quella barricata chiamata legge.

Il sergente Edmund Exley (Guy Pearce), figlio di un leggendario ispettore è determinato a superare la fama di suo padre che rischia di fargli ombra per l’intera carriera in polizia. La sua cultura, il suo essere sin troppo ligio alle regole e un carattere freddo e distaccato cozzano con la sua vita quotidiana al dipartimento di polizia,  trasformandolo per i colleghi in un piantagrane da tenere alla larga. Le cose non miglioreranno quando la sua sfrenata ambizione lo porterà a mettersi contro tutti i suoi colleghi in cambio di una promozione, legata ad un presunto caso di brutalità della polizia.

Exely si andrà a scontrare con l’agente Wendell  “Bud” White (Russell Crowe), un vero mastino col distintivo, ossessionato dall’idea fissa di dover punire chiunque tenti di far del male ad una donna e trasformato nel braccio violento del dipartimento, quello che si occupa di sistemare le faccende più rognose, quelle in cui serve la mano pesante di un picchiatore professionista.

Infine c’è il vanesio ed egocentrico Jack Vincennes (Kevin Spacey), poliziotto immagine del dipartimento di polizia e consulente per Hollywood quando si tratta di regalare veridicità ai poliziotti rappresentati su grande schermo, sarà lui che si troverà sulla strada dell’ambizioso Exeley e che pagherà il prezzo più alto.

Il regista Curtis Hanson a tre anni dal thriller The River Wild-Il fiume della paura con Meryl Streep e Kevin Bacon, mette mano al romanzo L.A. Confidential di James Ellroy e riporta il noir su schermo a livelli di eccelenza, contando su un cast di star tra cui spicca un’efficace Russell Crowe, un Guy Pearce nell’ennesimo ed azzeccato ruolo ambiguo, un Kevin Spacey che gigioneggia con indubbia classe come il collega Danny DeVito e l’aggiunta di una splendida Kim Basinger da Oscar, in una versione femme fatale da togliere il fiato.

Hanson con L.A. Confidential  sforna uno dei migliori e più coinvolgenti  polizieschi di sempre, con una cura maniacale per l’ambientazione e un casting oculato che in questo caso fa davvero la differenza. Imperdibile a prescindere se si apprezzi o no il genere.

Note di produzione: il film presentato in concorso al 50° Festival di Cannes ha ricevuto 9 nomination agli Oscar 1998 conquistando due statuette: Miglior attrice non protagonista (Kim Basinger) e Migliore sceneggiatura non originale (Brian Helgeland e Curtis Hanson).

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