Jonathan degli orsi, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

 Jonathan ( Franco Nero) perde i genitori a sei anni, cercatori d’oro, vengono barbaramente trucidati da alcuni rapinatori senza scrupoli, il piccolo orfano cresce con un cucciolo d’orso ed un saggio capo indiano di nome Tawanka.

Jonathan ormai cresciuto vive in mezzo alla natura selvaggia, ha pochi contatti con la civiltà e quei pochi si limitano ad intervenire su soprusi vari perpetrati da alcune bande di cacciatori e malviventi contro pellerossa ed animali.

Tawanka sul letto di morte investe Jonathan di una grande responsabilità, proteggere il suo popolo dagli invasori, Jonathan accetta e si ritrova a confrontarsi con un bieco uomo d’affari e a causa di alcuni giacimenti petroliferi contesi a incrociare nuovamente la strada con gli assassini dei suoi genitori…

Il regista Enzo G. Castellari è senza dubbio un grande artigiano del B-movie anni ’70, un vero professionista che ha cercato nel fare cinema americano una prospettiva tutta italiana, basti pensare agli spaghetti western e a film come  Keoma con lo stesso Franco Nero, o al B-cult Quel maledetto treno blindato che ha ispirato il recente Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.

Questa premessa è doverosa per tracciare una netta linea di separazione tra il periodo d’oro degli anni ’70 del cinema di genere italiano e questa operazione nostalgia riuscita a metà, che ben dimostra, sfortunatamente, un certo ancronismo di alcuni attori in specifici ruoli e di uno stile che ha fatto palesemente il suo tempo.

Jonathan degli orsi ha i classici difetti del cinema di genere low-budget che ci ha reso famosi all’estero, senza avere però quell’impronta made in Italy distintiva che ha fatto di molti di quei titoli dei cult.

Bella e suggestiva l’ambientazione, azzeccata come al solito la colonna sonora, la regia si dimostra all’altezza anche se rimane indecisa tra un compiaciuto western violento e un avventura ecologista a sfondo animalista, ma quello che mina tutta l’operazione è proprio il protagonista Franco Nero che cerca di scimmiottare il suo Keoma datato 1976.

Per gli amanti dello spaghetti western sarà comunque un piacere rispolverare un vecchio eroe anche se un pò appannato, invece per tutti gli altri ricordiamo che Jonathan degli orsi, nonostante il titolo da fiaba animalista per contenuti e dosi di violenza è consigliato ad un pubblico adulto,

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