Johnny Depp e la moda del 3D “a prescindere”

di Pietro Ferraro 1

Prendendo spunto dalle dichiarazioni dell’attore Johnny Depp che ha rivelato al sito Hero Complex che a causa di un problema alla vista non può percepire il 3D come un qualunque spettatore, ci addentriamo nell’annosa questione del 3D a prescindere, la nuova mania delle major americane che premono affinchè qualunque pellicola che punti ad un target di spettatori piuttosto ampio sia riversata nel formato stereoscopico a prescindere dall’utilità o meno di un’intervento di questa portata che ricordiamo influisce non poco sulla qualità dell’immagine stessa, vedì una perdita considerevole in luminosità, elemento che chiunque abbia indossato almeno una volta i famigerati occhialini avrà di certo percepito.

Per quanto riguarda le pressioni delle major è proprio Depp, attualmente nelle sale con Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare, quarto capitolo dell’avventurosa saga Disney anch’esso rilasciato nelle sale in 3D, a ricordare il caso del cartoon Rango diretto da Gore Verbinski, il quale nonostante el pressioni si è letteralmente rifiutato di metter mano al suo film in post-produzione per farlo uscire in 3D, visto che il film a detta del regista non ne aveva alcun bisogno:

Siamo all’apice di questa moda del 3D, che credo sia ok quando migliora in qualche modo il film…trovo bello che Gore abbia resistito per Rango, sarebbe stata la scelta sbagliata per il film. Gore ha girato Rango e quello che mi ha detto è “semplicemente non pensavo che ce ne fosse il bisogno”. Ma non tutti la prendono così, lui è stato un grande. Penso che gli studios facciano pressioni per il 3D, ma in alcuni casi credo sia meglio resistere.

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