Iron Man, recensione

di Pietro Ferraro 3

Un magnate della guerra, questa è la definizione che calza a pennello al miliardario Tony Stark (Robert Downey Jr.) che grazie ad un mix di genio, eccentricità e mancanza di scrupoli è riuscito a creare un impero che produce armi e di conseguenza morte ad alta tecnologia.

Il destino metterà però Stark di fronte a ciò che le sue armi creano, quando durante un  test per mettere alla prova alcuni nuovi missili intelligenti il suo convoglio subirà un attacco nel deserto afgano da alcuni terroristi che lo faranno prigioniero.

A Stark che è stato ferito gravemente durante l’imboscata verrà impiantato nel petto una sorta di elettromagnete che dovrebbe riuscire ad evitare che alcune schegge ancora nel suo corpo raggiungano il suo cuore provocandone la morte, in cambio della sua vita Stark dovrà costruire uno dei suoi letali missili intelligenti per il gruppo terrorista.

Consapevole che una volta terminato il suo lavoro verrà ucciso Stark migliora il suo magnete che rischia troppo spesso di scaricarsi aggiungendovi un potente generatore che diventerà a tutti gli effetti il suo secondo cuore, nel frattempo per guadagnare tempo con i terroristi finge di accettare l’accordo e invece del missile costruisce una potente armatura da guerra con cui riesce a guadagnare la libertà.

Tornato in patria si ritroverà con l’ambizioso socio del padre che in sua assenza ha cercato di scalzarlo ai vertici della società e che proseguirà nel suo intento quando capirà da subito le conseguenze della traumatica esperienza che ha completamente tarsformato Stark, che ora pensa di utilizzare la sua tecnologia e le sue industrie per  puntare su settori che esulino dagli armamenti, ma non solo perchè nel suo laboratorio in gran segreto l’eccentrico miliardario ha sviluppato un’altra armatura con cui intende trasformarsi in una sorta di super-sentinella della pace.

Quando il cinefumetto miscela con arguzia spessore, intrattenimento e tecnologia, Jon Favreau si rivela abile manipolatore di materia da comics gestendo con dovizia una corposa dose di strabilianti effetti speciali e scegliendo per impersonare un altro amatissimo miliardario supereroe senza superpoteri, come il collega DC Bruce Wayne/Christian Bale, l’estroso Robert Downey Jr. che indossa con soprendente nochalance entrambe le identità e al contrario di Wayne/Batman che vive un tormentato sdoppiamento di personalità all’insegna del vendicatico e spietato vigilante, Stark le fonde in una sola egoicentrica e carismatica personalità con intriganti derive borderline, anch’esse senza dubbio figlie di un trauma, ma in questo caso anche del potere acquisito e di una nuova e rivelatoria consapevolezza.

Iron Man si piazza senza dubbio tra i migliori cinefumetti di sempre grazie soprattutto alla scelta del protagonista che in questo caso riesce a donare un surplus di personalità e carattere al supereroe Marvel e all’armatura che indossa, che senza dubbio senza un’adeguato contrappunto umanizzante su schermo avrebbe rischiato di trasformarsi in un galvanizzante super-involucro senz’anima.

Note di produzione: nel cast anche Gwyneth Paltrow, Paul Bettany, il premio Oscar Jeff Bridges e cameo anche per il creatore di Iron Man Stan Lee , gli incassi hanno superato worldwide i 585 milioni di diollari, il film ha fruito nel 2010 del sequel Iron Man 2.

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