Il Richiamo, recensione in anteprima

di Felice Catozzi Commenta

Il Richiamo è in uscita il prossimo 11 maggio nelle sale cinematografiche italiane con Sandra Ceccarelli e Francesca Inaudi: due donne, Lucia e Lea, che sono legate da un rapporto confuso e, grazie a un viaggio che le porta in Patagonia, tra le due scocca la scintilla dell’amore.

La pellicola inizia con una serie di tradimenti: Lucia si sente tradita dal compagno Bruno per la mancanza dell’intimità coniugale, in più Bruno l´ha tradita realmente; d’altro canto, Lucia tradisce suo marito con Lea.

Lea invece tradisce Marco con Lucia, anche se Lea e Lucia in realtà tradiscono i rispettivi partner fino a un certo punto, poiché è più la situazione, il contesto, che le porta a unirsi l’una con l’altra in una sorta di solidarietà umana, invogliate ad amare la vita con pienezza, in ogni senso.

La passione travolgente delle due donne italiane a Buenos Aires, con le loro vite appese, i loro legami incerti, in un viaggio iniziatico che le porta letteralmente alla fine del mondo nella selvaggia e immensa Patagonia, le porta alle prese con una barca malridotta e con i rispettivi segreti che, scavando pian piano ma fino in fondo, le unisce come in un tango che ribalta ruoli e convinzioni, riposizionando ogni tassello delle rispettive vite.

Una storia d’amore e di rinascita, con Buenos Aires che fa da sfondo alla vicenda in cui l’incontro tra due donne inquiete -ognuna a modo suo-, a causa di una vita fatta di legami incerti e poco soddisfacenti, le fa ritrovare a condividere una barca in Patagonia e scoprire un amore inaspettato che sovverte la monotonia e le disillusioni che lasciano il posto alla salvezza, alla speranza. Alla vita.

Infatti, tutto comincia quando Lucia scopre di avere un cancro e decide di vivere un’ultima esperienza che sia piena e densa di tutto quello che rischia di abbandonare a causa della malattia.

Trasformare il veleno in medicina riesce a essere uno spunto per ogni donna che non riesce a ritrovare la forza per andare avanti, affrontare sfide; diventa quindi ispirante per ogni essere umano osservare una vicenda in cui la donna, fragile per una certa cultura retrograda e antiquata, possa dimostrare una volta in più quanta tempra sappia tirare fuori nei momenti di difficoltà.

Il regista Stefano Pasetto ha dichiarato:

Sono felice che questo film esca in un momento storico come questo, dove la femminilità è una forza della natura; mi fa pensare che il richiamo del film potrebbe essere al suggerimento di un dio femmina.

Lea per Lucia è un’amante, una figlia, un angelo che le salva davvero la vita, in tutti i sensi, ma quando infine Lea tradisce Lucia chiudendo la loro storia, Il Richiamo trova la sua chiusa e rivela che tradire qualcuno può far soffrire, ma tradire se stessi è l′inizio della fine.

Note di Produzione: Il Richiamo ha vinto il Premio del Pubblico a Nantes 2011 nella quarta edizione del festival e il Premio della Giuria del 33° Festival del Film Italiano di Villerupt, L’Amilcar Du Jury.

 

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