Galantuomini, recensione

di Pietro Ferraro Commenta

Ignazio (Fabrizio Gifuni) diventato giudice torna nella sua Puglia bella e tormentata come l’amica d’infanzia Lucia (Donatella Finocchiaro), da sempre innamorata di lui che però ha intrapreso la strada opposta, Lucia è madre di un ragazzino nonchè braccio destro del boss Carmine Zà (Giorgio Colangeli). Ignazio e Lucia si rincontreranno in occasione della morte del loro amico comune Fabio (Lamberto Probo) che l’eroina ha strappato ai suoi affetti in un ultimo buco colmo di disperazione e male di vivere. Lucia e Ignazio si ritrovano, si sfiorano, ma entrambi sono titubanti al pensiero di consumare un amore voluto, ìuna passione che arde e che potrebbe trasformarsi in una dolorosa trappola da cui non riuscire più a venir fuori.

Così mentre Lucia si ritrova nel bel mezzo di una faida malavitosa che insaguina il  Salento, Ignazio cerca di proteggerla mettendo a rischio la sua carriera, sino a che dopo essere scampata miracolosamente ad un agguato in cui il suo boss verrà massacrato insieme a tutti i suoi uomini, Lucia in fuga pensa solo a raggiungere un luogo sicuro e si ritroverà terrorizzata e ricoperta di sangue davanti alla porta di casa di Ignazio…

Il regista Edoardo Winspeare a cinque anni da Il miracolo torna dietro la macchina da presa per raccontare con Galantuomini una storia d’amore all’ombra della Sacra Corona Unita allestendo una tormentata storia d’amore e mala, ritraendo un Salento bello da togliere il fiato esaltato dalla bella fotografia di Paolo Carnera, che tocca notevoli picchi cromatici nei suggestivi flashback che costellano la narrazione, che si snoda asciutta, solida e ben supportata dalle performance dell’intero cast su cui svetta una bella ed intensa Donatella Finocchiaro, capace di regalare alla sua Lucia notevoli sfumature, che miscelano fragilità e durezza in un impasto emotivo che buca lo schermo e regala all’attrice uno dei più bei ruoli della sua carriera.

Note di produzione: nel cast figura anche Giuseppe Fiorello nel ruolo dello spacciatore Infantino, il film è stato co-prodotto da Rai Cinema e la colonna sonora è di Gabriele Rampino. Donatella Finocchiaro ha ricevuto il premio Marc’Aurelio d’argento alla migliore interprete femminile al Festival Internazionale del Film di Roma 2008.

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