Il Museo del Cinema compie 15 anni

di Cinemaniaco Commenta

Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana compie 15 anni e li festeggia con un OPEN DAY dedicato alla città e a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito al suo successo. Un traguardo importante per un museo che in questi anni è cresciuto raccogliendo ampi e lusinghieri consensi sia a livello nazionale che internazionale.

Complice la vicinanza delle festività natalizie, un grande Albero di Natale accoglierà tutti i visitatori che lo potranno arricchire con i propri addobbi a tema cinematografico. Inoltre il museo propone, dalle ore 15.00 alle ore 19.00, l’incontro con Babbo Natale, che intratterrà i più piccoli con storie e dolci sorprese nella suggestiva cornice dell’Aula del Tempio.

Alle ore 15.00 e ore 17.00 ci sarà un laboratorio per i bambini, nel corso del quale verranno sperimentati i giochi ottici che già secoli fa hanno meravigliato grandi e piccini. Sarà questa l’occasione per costruire speciali addobbi natalizi ispirati alle collezioni del museo, che verranno poi appesi al grande Albero di Natale allestito all’ingresso della Mole Antonelliana.

La giornata si completa con un evento eccezionale di cui il museo è particolarmente onorato: alle ore 20.30 al Cinema Massimo (Sala Uno) verrà proiettato in anteprima l’ultimo attesissimo lavoro di Steven Spielberg “Il ponte delle spie”, il film di spionaggio basato su una storia vera e interpretato da Tom Hanks, Amy Ryan e Alan Alda, in versione originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Si ringrazia la 20th Century Fox Italia.

Sottolinea il Direttore Alberto Barbera:

Quella del Museo Nazionale del Cinema è una storia di scommesse vinte, di promesse mantenute, di successi crescenti. Parla di visitatori soddisfatti e ammirati, di iniziative di grande qualità e partecipazione, di eventi culturali che si sono imposti tra i più significativi della nostra città, di una fama che ha travalicato i confini nazionali. Il Museo Nazionale del Cinema è nello stesso tempo comprimario e protagonista, al servizio di quel progetto di politica culturale che ha contribuito a trasformare Torino e la Regione Piemonte in uno dei luoghi per i quali vale la pena di vivere e lavorare.

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