I bruttissimi: Tex e il signore degli abissi

di Pietro Ferraro 2

Nel lontano 1985 Gian Luigi Bonelli, creatore di Tex Willer, uno dei fumetti italiani più amati di sempre, pensò fosse venuto il momento di trasformare il suo personaggio, ormai icona dello spaghetti-western versione comics, in un personaggio cinematografico, un progetto che si rivelerà troppo arduo. Ecco così arrivare nelle sale Tex e il signore degli abissi, una delle peggiori trasposizioni da fumetto mai realizzate.

La storia ricalca i clichè tipici del fumetto originale, ci sono la banda di tagliagole che rapinano treni carichi di armi per poi rivenderle ai pellerossa, strane pietre magiche dagli oscuri poteri, un malvagio stregone, ci sono i pellerossa buoni come Tiger Jack e c’è Kit Carson,  inseparabile compagno d’avventure del nostro Tex.

Visto che siamo gli inventori dello spaghetti-western perchè non chiamare un esperto come Duccio Tessari e una attore come Giuliano Gemma un veterano del genere, entrambi avevano già collaborato negli anni ’60 in Una pistola per Ringo e nel sequel Il ritorno di Ringo. Soggetto e sceneggiatura dello stesso Bonelli che si ritaglia un cameo come voce narrante nei panni di un vecchio pellerossa che apre e chiude la pellicola.

Sembra tutto a posto, ma come spesso accade quello che sulla carta sembra funzionare in pratica diventa molto complicato ed in questo caso disastroso, Giuliano Gemma impacciato e visibilmente imbarazzato recita dialoghi da fumetto che sullo schermo sfiorano il ridicolo, Bonelli ci inserisce anche una connotazione sovrannaturale alla Zagor, altro fumetto di culto, ma gli effetti speciali casarecci e un villain da macchietta trasformano l’impresa in un Titanic cinematografico.

Incassi ridicoli, critiche feroci, e cultori del fumetto sul piede di guerra fanno passare alla produzione qualsiasi voglia di trasformare il film in una serie tv, ancora oggi la performance di Gemma  e soci lascia esterefatti per inadeguatezza, un ultima richiesta non toccate zagor!

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