I bambini di Cold Rock, recensione in anteprima di The Tall Man

di Pietro Ferraro 1

Cold Rock è una piccola città mineraria che sta morendo e insieme a lei stanno scomparendo un numero sempre maggiore di bambini, tanti che nella cittadina si è andata creando una vera e propria leggenda urbana che vedrebbe una sorta di orco, noto solo come L’uomo alto, rapire nottetempo i bambini di Cold Rock facendoli sparire senza lasciare traccia. 

Le autorità brancolano nel buio, le sparizioni proseguono e quando toccherà al figlio dell’infermiera Julia Dunning (Jessica Biel), il rapimento del piccolo David (Jakob Davies) innescherà un’inarrestabile catena di eventi che porteranno alla luce un’oscura verità da troppo tempo sepolta.

Dopo la suggestiva opera prima Saint Ange e il disturbante Martyrs, uno degli apici del new horror transalpino, il regista francese Pascal Laugier abbandona gli estremi del filone torture-porn per approcciare un plot thriller nel senso più canonico del termine, che però vista l’originalità del cineasta in questione, si trasforma nel giro di una manciata di minuti in qualcos’altro.

Quello di Laugier è un solido thriller dall’evoluzione anomala che regala repentini cambi di fronte, svolte narrative multiple e una narrazione coinvolgente che da al genere approcciato un notevole spessore, senza dubbio ammorbidito dal target piuttosto ampio a cui il film si rivolge, ma non per questo meno efficace in termini di suspence e costruzione di un intreccio capace di porre continue domande, a cui per fortuna Laugier si prende la briga di rispondere quasi in toto, evitando così di frustrare lo spettatore meno paziente con qualche cervellotico finale criptico.

I bambini di Cold Rock inizia come una fiaba dark, ci sono bambini rapiti nottetempo da l’Uomo nero e portati in un bosco oscuro, poi il film ha un cambio di fronte repentino, l’orrore perde la sua connotazione fabulistica e si fa terribilmente tangibile creando dubbi e regalando massicce dosi di incertezza, ma anche quando il film muta radicalmente, resta sempre forte sullo sfondo l’intenzione del regista nel parlare di infanzia violata, di libero arbitrio, di destini scritti da altri che segnano per sempre vite fragili e troppo spesso indifese.

I Bambini di Cold Rock non è un horror, quindi chi cerca eccessi di violenza non ne troverà e invece chi non ama il genere potrà tranquillamente approcciare il film senza alcun problema ed ha senza dubbio una forte connotazione mistery, ma il film di Laugier non è per fortuna solo questo e il nostro consiglio è di non perdere l’occasione di visionarlo, anche per poter apprezzare un approccio altro ad un genere e ad una narrazione troppo spesso stereotipati.

Il film miscela intrattenimento puro, cinema di genere, una tecnica sopraffina e un forte messaggio di fondo, siamo di fronte ad un Laugier senza dubbio più fruibile e che stavolta si rivolge ad un pubblico più ampio di quello dei cultori dell’horror estremo, un’occasione per scoprire un regista che speriamo non si perda nei meandri di un cinema generalista troppo spesso preconfezionato e mantenga una forte personalità, come quella dimostrata anche in questo intrigante ibrido, che tra l’altro ha avuto anche il merito di regalare a Jessica Biel il ruolo più difficile e intenso della sua carriera.

Nelle sale a partire dal 21 settembre 2012

Film correlati: Intruders / Boogeyman – L’uomo nero / Al calare delle tenebre / Jeepers Creepers / The Forgotten

Note di produzione: il film è una co-produzione Stati Uniti-Canada; il cast include anche Jodelle Ferland, Stephen McHattie e William B. Davis (“L’uomo che fuma” della serie tv X-Files).

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