Hurricane-Il grido dell’innocenza, recensione

di Pietro Ferraro 1

Rubin Hurricane Carter (Denzel Washington) è la vittima sacrificale in un’America razzista fino al midollo, nella quale ancora il colore della pelle è un imprinting genetico che equivale a vergogna ed inferiorità e sono ragazzi come Rubin a pagarne le conseguenze, ritrovandosi a scontare questi ignobili retaggi figliati da bigottismo, discriminazione e violenza. Recluso ingiustamente in un riformatorio Rubin riesce a fuggire dopo otto lunghi anni di detenzione e cerca rifugio nell’esercito dove si arruola per servire la propria patria, ma al ritorno ad attenderlo c’è ancora la prigione. Rubin decide di affrontare sul ring una vita che sembra avergli voltato le spalle diventando un pugile professionista di grande talento, arrivando a sfidare il campione del mondo dei pesi medi, ma l’incontro vedrà Rubin scontrarsi ancora una volta con un malcelato razzismo che sembra aver sporcato anche lo sport.

Per Rubin i guai con la legge però non sono finiti, poichè dovrà affrontare ancora una volta un’accusa campata in aria di triplice omicidio e conseguente condanna a tre ergastoli. Sarà ancora in carcere che Rubin, scontando la condanna a vita scriverà la sua autobiografia, libro che arriverà nelle mani di Lesra Martin (Vicellous Reon Shannon), un giovane originario di Brooklyn, Lche convincerà la sua famiglia canadese a supportare il caso con un team legale che porterà finalmente, dopo vent’anni di ingiusta detenzione, alla scarcerazione di Rubin.

Il regista Norman Jewison (Stregata dalla luna) porta sullo schermo uno dei casi di malagiustizia americana più famosi, la forza intrinseca di un racconto biografico di riscatto e speranza in questo caso è supportata da un protagonista di altissimo profilo come Denzel Washington, capace di regalare al suo personaggio sfumature di rara intensità emotiva, corredate da una regia asciutta e molto ben equilibrata tra storia personale e travagli giudiziari.

Hurricane-Il grido dell’innocenza è un biopic di ottima fattura, ben girato, ben scritto e soprattutto ben interpretato, da segnalare che il film ha visto Washington nominato agli Oscar come miglior attore e premiato per la sua performance con un Golden Globe.

Note di produzione: la storia di Rubin ha ispirato il brano Hurrycane di Bob Dylan. L’ex-Campione del Mondo pesi medi Joey Giardello ha citato in giudizio i produttori del film per diffamazione a causa della raffigurazione a sfondo razzista del suo incontro con Rubin, la causa è finita con un accordo extra-giudiziale. Il film è stato accusato da alcuni critici americani di testate come New York Times, New Yorker e New York Post di aver edulcorato e falsificato i fatti giudiziari.

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