G-Force Superspie in missione, recensione

di Pietro Ferraro 6

L’umanità è in pericolo, un perfido magnate leader di una cattivissima multinazionale è in procinto di conquistare il mondo, qui ci vorrebbe qualcosa del tipo un James Bond o che ne so un Superman, macchè il governo americano ha di meglio ed ha investito miliardi per addestrare allo spionaggio una squadra di…roditori, si avete capito bene letali e paffutissimi porcellini d’india, una versione ipertricotica degli ormai obsoleti agenti segreti.

Il Team in questione in puro stile Alias supportato da gadget hi-tech è il frutto di alcuni esperimenti che coinvolgono molte altre specie di animali, esperimenti che ne hanno accentuato intelligenza e agilità.

purtroppo lo stesso governo che in principio gli affida l’iportante missione, prima che il gruppetto possa portarla a conclusione decide di sbarazzarsi di team ed esperimento, destinando le cavie ad  negozio di animali, ci vorrà un nuovo briefing, e tutta la loro abilità per darsi alla macchia e completare il loro obiettivo prioritario: salvare il mondo.

Il produttore Jerry Bruckheimer testa uno stupefacente 3D, forse il migliore visto sinora, in un divertente fumetto live-action per bambini che contiene tutti gli ingredienti giusti per far impazzire milioni di ragazzini sparsi per il mondo, esilaranti e simpaticissimi protagonisti, un’ottima commistione di live-action e CGI, azione a go go, e un bel 3D che aumenta esponenzialmente l’atmosfera ludica e infantile della pellicola.

Dietro la macchina da presa l’esordiente Hoyt Yeatman animatore di razza e mago degli effetti speciali, qui ansioso di dimostrare quanto ancora il 3D di ultima generazione abbia da offrire, e miscelando con un’abilità davvero magistrale le sue creature digitali con le sequenze live-action della pellicola

G-Force-Superspie in missione non deluderà i più piccoli, certo anche per chi  accompagnerà i pargoli al cinema non ci sarà da annoiarsi, mr. Bruckheimer non dimentica nessuno, ma se l’intenzione è di andare al cinema in cerca di un film con un minimo di appeal per un pubblico adulto direi che è il caso di lasciar perdere, o in alternativa sfruttare l’occasione per passare un allegro e rumoroso pomeriggio in compagnia di figli o nipoti.

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