Flightplan-Mistero in volo, recensione

di Pietro Ferraro 2

La vedova Kyle Pratt (Jodie Foster) che ha recentemente perso il marito è intenta a riportare a New York la salma del consorte deceduto a Berlino, con lei sul volo di ritorno anche la figlioletta Linda.

Decollati dall’areoporto Kyle stremata si addormenta con la figlia seduta sul sedile accanto al suo, ma al suo risveglio la bambina non c’è più, pensando fosse in compagnia di qualche assitente di volo la donna la cerca senza successo.

Dopo aver ripetutamente chiesto al personale e ai passeggeri se hanno visto la figlia, si scopre che non solo nessuno ha visto Linda, ma che la bambina non risulta neanche imbarcata sul volo, Kyle si agita così a tal punto da far preoccupare gli assitenti di volo che pensano che la donna possa essere disturbata.

L’agitazione di Kyle che turba il resto dei passeggeri richiederà l’intervento di un agente della sicurezza aerea che si vedrà costretto a prendere in custodia la donna e anche di una psicoterapeuta imbarcata tra i passeggeri che proverà a far accettare a Kyle l’idea che forse la figlia non è mai stata su quell’aereo.

Kyle fingerà di assecondare tutti sapendo in cuor suo che la figlia è da qualche parte su quell’aereo e dopo aver riconquistato un minimo di libertà di movimento, comincerà a sfruttare la sua conoscenza del velivolo che ha personalmente contribuito a progettare, per costringere i piloti ad un atterraggio d’emergenza.

Jodie Foster torna al thriller dopo il Panic Room di David Fincher e si affida alla solida regia del tedesco Robert Schwentke che confezionato in patria l’ottimo thriller Tattoo attira l’attenzione dei producer americani e trasloca in pianta stabile ad  Hollywood, girando l’atipico romance-fantascientifico Un’amore all’improvviso e più recentemente la divertente action-comedy con Bruce Willis Red.

La prima parte del film è assolutamente perfetta e crea con un certo rigore le suggestioni ansiogene tipiche del genere, grazie anche ad un’efficace Jodie Foster e all’insolita location, poi nella seconda parte si passa purtroppo al classico plot manieristico che smorza tutto l’intento iniziale in una serie di situazioni stereotipate che comunque non riescono ad inficiare in toto l’ottima premessa.

Flightplan-Mistero in volo pur promettendo troppo finendo per deludere parte delle aspettative, grazie ad un regista che dimostra di conoscere molto bene i meccanismi del genere, una messinscena almeno nella prima parte credibile e una protagonista che nobilita il tutto, si rivela nell’insieme un dignitoso prodotto d’intrattenimento.

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