Festival di Roma: sul podio Opium War e Resolution 819

di Enrico.Nanni Commenta

Critica e pubblico divisi nello scegliere i vincitori di questo Festival di Roma, che per quest’anno ha chiuso i battenti. Laddove la giuria dei critici internazionali ha preferito Opium War, il film sulla guerra dell’oppio in Afghanistan, diretto da Siddiq Barmak, il pubblico si è dichiarato favorevole a Resolution 819, di Giacomo Battiato.

La prima cosa da notare è che viene premiato l’impegno sociale e civile in entrambi i casi, nel manifestarsi quindi di una piacevole e una non aspettatissima armonia. Rimaniamo sempre in tema col premio andato alla migliore attrice: Donatella Finocchiaro ha infatti colpito giuria e pubblico con Galantuomini, mentre il Marco Aurelio per il miglior interprete maschile è andato a Bogdan Stupka per With a Warm Heart.

Alice nella Città ha visto invece in vetta alla sua classifica Philippe Muyl per Magique! per la sezione 8-12 anni, mentre per quella 13-17 anni il premio è andato a Kenneth Glenaan per Summer.

A seguire due menzioni speciali per A corte do Norte e Aide toi et le ciel t’aidera, mentre il Marc’Aurelio d’oro alla carriera, come già sappiamo, è andato a Al Pacino in rappresentanza del’Actors Studio e alla mitica Gina Lollobrigida.

Il Premio L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) per il miglior interprete italiano se l’è guadagnato Michele Riondino per Il passato è una terra straniera, mentre il premio Premio Enel Cuore al miglior documentario sociale è andato a Eric Daniel Metzgar per Life. Support. Music..

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