Chronicle, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

Andrew Detmer (Dane DeHaan) è uno studente delle superiori che vive a Seattle con il padre Richard (Michael Kelly), ex-vigile del fuoco, alcolista e violento e la madre Karen (Bo Petersen) che sta combattendo con un devastante cancro che la sta consumando giorno dopo giorno. La difficile situazione famigliare e il carattere introverso di Andrew lo portano ad isolarsi e ad avere problemi a scuola, l’unica sua distrazione è una videocamera acquistata da poco e dalla quale non si separa mai. Durante una nottata trascorsa ad un rave party Andrew, con l’amico Matt (Alex Russell) e il compagno di scuola Steve (Michael B. Jordan), trova in una caverna quella che sembra una formazione di cristalli che emana una strana fosforescenza, sarà proprio l’esposizione a questa luminescenza che donerà ai tre adolescenti speciali poteri telepatici e psicocinetici che ben presto, con l’amplificarsi delle loro abilità, comporteranno tanto potere quanto grandi responsabilità e la giovane età porterà i tre inevitabilmente ad abusarne.

Esordio col botto per il ventisettenne Josh Trank, filmmaker che con Chronicle mostra come si possa usare l’inflazionato mockumentary con un minimo di dinamicità e spessore, mettendo in scena uno dei migliori lungometraggi di sempre realzzato in questo formato, lontano anni luce dalla sonnolenta e reiterata pigrizia creativa di franchise come Paranormal Activity e pseudo-horror come i mediocri  L’ultimo esorscismo e ESP-Fenomeni paranormali.

Trank omaggia la mitologia supereroistica senza mai citare esplicitamente il fumetto come fonte d’ispirazione, quello che fa è radicarne elementi tipici nel quotidiano, sfruttando al massimo il realismo fornito dal formato e raggiungendo picchi visivi davvero grandiosi, citiamo ad esempio una memorabile sequenza di volo e lo scontro finale nel centro di Seattle di grande impatto emotivo, che ci ha ricordato a tratti alcune spettacolari sequenze viste nell’Hancock di Peter Berg con protagonista Will Smith.

I tre super-adolescenti di Trank si inseriscono perfettamente in quel filone di supereroi per caso, personaggi che si sono trovati accidentalmente dotati di superpoteri, quindi non outsider dalla nascita, ma a causa di eventi fortuiti, vedi Bruce Banner/Hulk con i Raggi gamma, Peter Parker/Spider-Man con il morso del ragno radioattivo o l’avvocato Matt Murdock/Daredevil anch’egli coinvolto in un accidentale esposizione ad elementi radioattivi, a questo si aggiunge l’immancabile nascita all’interno della narrazione di una nemesi, che come accadeva all’Anakin Skywalker della saga di Star Wars diventa preda di pulsioni rabbiose e vendicative lasciando cjhe il Lato oscuro di lucasiana memoria, in questo caso riletto attarverso i tormenti adolescenziali, prenda invitabilmente il sopravvento con conseguenze devastanti.

Chronicle si presenta come una vera e propria boccata d”ossigeno per un formato, come quello del mockumentary e del cosiddetto found footage, ormai sfruttato senza un minimo di creatività, al solo scopo di far cassa con un investimento tanto minimo da ridurre i rischi a zero, sistema che a quanto pare funziona alla grande vista l’inspiegabile longevità di franchise che dovrebbero essere morti e sepolti già da tempo, fatte naturalemnte le dovute eccezioni che confermano la regola, vedi l’Insidious di James Wan e il gioiello uruguaiano The Silent House, sul remake americano di quest’ultimo ci pronunceremo a tempo debito.

Nelle sale a partire dal 9 maggio 2012

Note di produzione: il film negli States ha incassato 15 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione coprendo integralmente i costi di produzione, totalizzando ad oggi worldwide oltre 105 milioni di dollari di incasso. la sceneggiatura è stata scritta dal regista Josh Trank in tandem con lo  sceneggiatore Max Landis.

 

Commenti (4)

  1. Insidious di James Wan mica è un mockumentary…

  2. @ John:
    Certo che no, la citazione si riferiva al sistema low-budget praticamente a rischio zero applicato in questi ultimi tempi da alcune major ed in particolare legato al formato mockumentary con qualche eccezione come è appunto l’Insidious di Wan.

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