C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino – Recensione

di Kino Commenta

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C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino è un film del 2019 con Brad PittLeonardo di Caprio.

La trama

Los Angeles, 1969. Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) è un attore che vive in simbiosi con la sua controfigura, quel Cliff Buth (Brad Pitt) che quando non fa lo stuntman diventa l’uomo che gli ripara l’antenna, il suo autista personale e il suo guardiano. Rick è il vicino di casa di Roman Polanski e Sharon Tate e dopo esser diventato il volto di un’acclamata fiction western incontra un produttore che gli dice che dovrebbe rinnovarsi, per questo lo manda in Italia a girare alcuni spaghetti western e poliziotteschi.

Cliff, intanto, vive di stenti nella sua roulotte dove tutte le sere lo attende il suo cane, una cucina lercia e un tappeto di lattine di birra e mozziconi di sigaretta. Sullo sfondo la comunità hippie continua ad illudersi di una futura di rivoluzione, ma tra i figli dei fiori c’è la Family di Charles Manson nei mesi immediatamente precedenti al massacro di Cielo Drive.

La recensione (SPOILER ALERT)

Chi si aspetta dialoghi pulp, scazzottate adrenaliniche e schianti ematici come nella classica cinematografia di Quentin Tarantino potrebbe rimanere deluso. A questo giro il regista consuma le sue due ore e mezza di montaggio in un vero e proprio atto di fede verso il Cinema: troviamo Bruce Lee sul set e Steve McQueen in un festino in piscina, e ovviamente Roman Polanski e Sharon Tate nella loro spensieratezza hollywoodiana che dipinge l’America come un giardino in cui si fa festa, si fa tanto pettegolezzo e si sfreccia lungo le colline.

La coppia Pitt-Di Caprio funziona benissimo: i due sembrano vecchi amici e i loro piccoli sketch tengono vivo il mood del film. Pitt è lo spavaldo della coppia, anche quando rimorchia una hippie lungo la strada e la accompagna nella sua comune, che è proprio quella di Charles Manson. L’arrivo di Pitt nella Family è il momento più alto del film: esilarante perché la dialettica stenderà letteralmente tutti i membri, adrenalinica perché uno degli adepti gli bucherà una gomma e Pitt gli farà passare un brutto quarto d’ora.

Sul finale, C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino riscrive il massacro di Cielo Drive e lo fa con rispetto: almeno nella finzione le cose sono andate diversamente.

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