Blown Away-Follia esplosiva, recensione

di Pietro Ferraro 1

In una prigione dell’Irlanda del Nord Bryan Gaerity (Tommy Lee Jones) un terrorista psicopatico che durante la sua attività nelle file dell’IRA ha mietuto numerose vittime innocenti, evade diretto negli States in cerca di vendetta.

Nel frattempo in quel di Boston conosciamo l’esperto artificiere Jimmy Dove (Jeff Bridges) che lavora per la polizia, è lui l’obiettivo di Gaerty che giunto in città comicerà a disseminare ordigni esplosivi sfidando Dove a disarmarli.

Si scoprirà che il vero nome di Dove è Liam McGivney e che anche lui è un ex-terrorista che tempo addietro, mentre collaborava ad un attentato con Gaerty gli mise i bastoni tra le ruote, causando involontariamente la morte della sorella di Gaerty, all’epoca fidanzata di Liam.

Nessuno tranne Max O’Bannon (Lloyd Bridges), lo zio di Jimmy conosce l’oscuro passato che si cela dietro uno dei piu abili e spericolati artificieri che ora vicino al pensionamento si è dato all’insegnamento, ma il ritorno di Gaerty e i suoi ordigni sempre piu elaborati lo costringeranno a tornare in campo tentando di fermare il folle dinamiatrdo e al contempo tenere celato il suo passato.

Discreto action-thriller questo Blown Away-Follia esplosiva, il regista australiano  Stephen Hopkins con una gavetta nel cinema di genere (Predator 2), qualche incursione ad alto budget (Lost in space) e l’intrigante Spiriti nelle tenebre, stavolta si cimenta con un vero e proprio sotto-filone all’insegna del dinamitardo che quello stesso anno figlierà l’ottimo Speed e che si ripeterà in dimensione fortenmente ridotte anche nel buon Ticker-Esplosione finale.

Se la storia segue un percorso all’insegna del prevedibile, sono i due carismatici protagonisti con una recitazione gradevolmente tarata un tono sopra, in special modo Tommy Lee Jones, a tenere desta l’attenzione, il gioco/duello tra i due coinvolge a dovere e l’istrionismo dei due premi Oscar a distanza di anni funziona ancora, a precindere dalla prevedibilità di uno script che rivela senza dubbio troppe debolezze.

Note produzione: Lloyd e Jeff Bridges, nel film zio e nipote sono in realtà padre e figlio, nel cast anche Forest Whitaker e Cuba Gooding Jr., l’album Joshua Tree della band irlandese degli U2 è citato nel film e due hit del gruppo, With or without you e I Still Haven’t Found What I’m Looking For fanno parte della colonna sonora.

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