B-cult, My little eye

di Pietro Ferraro 1

Oggi per i film da riscoprire vi proponiamo il thriller-horror inglese My little eye, che ci ripropone in chiave ansiogena i meccanismi da reality show del famigerato Grande fratello, che ritroveremo rielaborati successivamente sia nell’horror Hostel di Eli Roth, che più recentemente in formato televisivo per il serial Persons Unknown.

Cinque concorrenti in una casa isolata, spiati da una moltitudine di telecamere che mandano il loro tran tran quotidiano in rete, il premio è ghiotto, un milione di dollari a chi resisterà sei mesi senza abbandonare il gioco. Superati indenni quasi tutto lo show, durante gli ultimi giorni di permanenza l’onnisciente Grande fratello comincia ad usare la paura per convincere i ragazzi a lasciare la casa, fino al cruento e inaspettato gran finale dove la nomination è definitiva.

L’horror britannico come di consueto si dimostra sempre all’altezza della situazione, dietro la macchina da presa il regista Marc Evans, all’attivo alcuni documentari, il thriller-psicologico Trauma con Colin Firth e il dramma Snow Cake con Sigourney Weaver e Alan Rickman.

Nel cast interamente americano, ricordiamo che il film è una co-produzione, anche la futura star-comedy Bradley Cooper, protagonista del fortunato Una notte da leoni e del remake A-Team.

Da rivalutare perchè: ad oggi il film resta di grande impatto e dalla tematica sempre attuale, sicuramente una spanna sopra molti sopravvalutati prodotti d’oltreoceano, vedi The strangers di Bryan Bertino.

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