Antichrist: recensione film di Lars Von Trier

di Redazione 52

Una coppia di coniugi perdono il figlioletto in un tragico incidente, così entrambi decidono di trasferirsi in una localita isolata per elaborare il lutto e riscostruire il loro rapporto, ben presto qualcosa di maligno prenderà forma e trascinerà la coppia in un incubo infernale che porterà entrambi ad interrogarsi sulla vera origine della natura umana…

Bella patata bollente questo ultimo film di Lars Von Trier, io mi pongo a mezzavia fra detrattori ed estimatori del regista in questione, non per un fatto puramente diplomatico, ma perchè come capita spesso in ogni filmografia ci sono sempre titoli deboli o che non mi convincono, sfornare una sequela di capolavori è molto difficile, il passo falso rimane comunque fisiologico e sempre dietro l’angolo, e poi non amo gli irriducibili a prescindere.

Oltretutto qui si parla di un regista che ama provocare e scuotere il pubblico e con Antichrist succede, che siano risatine, fischi, o imbarazzanti silenzi è chiaro l’intento del regista di provocare una reazione, qualunque essa sia.

Il film parte con una sorta di patinato prologo stile videoclip che già annuncia con fermezza che la donna, la religione, il sesso e la natura umana verranno frullati ben bene dal regista e che in questo film si paleseranno appieno tutte le problematiche e i dilemmi che la depressione, che ha afflitto il regista, hanno portato a galla.

Che Antichrist sia a tratti intrigante è indubbio, lo stile, la tecnica, la narrazione, alcune immagini molto suggestive vanno di pari passo con cadute di tono estreme ed una recitazione dei due protagonisti enfatica e sempre sull’orlo di una crisi di nervi, nonchè una prolissità e ridondanza che a volte irritano e provocano inesorabilmente qualche spazientita intemperanza da parte dello spettatore.

Descrivere meticolosamante le scene di sesso esplicito o l’incubo visonario in cui cade la coppia rovinerebbe la visione del film oltre ad essere alquanto difficile e profondamente sbagliato, quindi ci limiteremo come al solito ad avvertire che questo non è un horror a sfondo demoniaco, ma più un thriller psicologico a tinte horror il che è decisamente un’altra cosa.

I generi mal si addicono al regista quindi alle orde di fan dell’horror  in cerca de L’Esorcista o a chi ama l’horror nella sua veste più classica questo non è il film giusto, qui l’orrore ha altre radici e altri contesti, e si rischia una bella delusione.

E’ indubbio che con antichrist, Lars Von Trier abbia molto aiutato i detrattori del suo cinema, esporsi in questo modo dimostra comunque un coraggio o una follia artistitica estremi, ma comunque apprezzabili.

Voti e giudizi a parte, Antichrist è un provocatorio e disperato esempio di cinema altro che, fatte le dovute eccezioni, va comunque visto perchè è un cinema si deliberatamente e spudoratamente masochista, ma che porta comunque alla discussione e alla riflessione e in un contesto dove l’intrattenimento puro la fa da padrone non mi sembra poco.

Commenti (52)

  1. l’unico commento che posso mettere e’ ASSURDO !!!!!!
    HO PERSO 7EURO E 50 !!!! VOLEVO FARMELE RIMBORSARE ASSIEME A TUTT LA SALA !!! tutti delusi !!!!
    cosa centra il titolo con un film del genere io lo avrei intitolato le voglie sessuali di una povera pazza !!! film basato solo sulle voglie di una squilibrata !!!!
    sconsigliatisssssssimo !!!!
    non perdete tempo a guardarlo !

  2. concordo,il film più brutto in assoluto ke abbia mai visto noioso,stupido,senza senso ,volgare,vomitevole ..BRUTTISSIMO

  3. …se pensavate di vedere un horror o un film splatter da intrattenimento dovevate da subito cambiare la scelta del regista..vuol dire che il cinema d’ autore, quello che non si limita entro un genere prestabilito, che non mira al sorprendente o al mega incasso, ma che porta ad una riflessione che va al di là della storia filmica, non fa per voi..il titolo fa confondere solo quelle menti che pensano che un nome possa riassumere il senso di una storia..a volte è vero..tipo Jessica…il nome è una garanzia…!

  4. Io questo film l’ho visto questa sera,con onestà sono andata a vederlo pensando fosse un bel film horror di quelli classici….ma non è stato così!
    La trama del film era bella gli attori mi sono piaciuti tantissimo quando recitavano parti forti la pazzia di lei,per esempio…ma ho odiato i dialoghi lentissimi pesantissimi tanto da pensare che al regista lo stile moviola piacesse particolarmente!
    Non me ne intendo di cinema ne tantomeno conosco lo stile del regista,ma da semplice spettatrice l’ho trovato ridicolo per come era fatto,il lupo che parlava per esempio,la telecamera del cameramen che sembrava avesse il Parkinson,le inquadrature sui protagonisti….insomma a me è venuto da ridere più per come sembrava stato girato,stile filmino di prima comunione fatto dallo zio che si improvvisa fotografo,che per la storia che di per se era molto molto carina!

  5. Non e’ possibile pretendere da ogniu persone un minimo di cultura cinematografica ma e’ indiscutibile quanto certi commenti siano sintomo di ignoranza rispetto ad un mondo cimenatografico che non e’ semplicemente puntae una telecamera su un punto fisso e riprodurre copia della vita reale ma renderla artistica con tecniche suggestive e quantaltro.Inoltre siano dotati di un cervello col quale non necesariamente dobbiamo farci spiegare tutto quello che accade e i significati ma c si può riflettere e in un film come questo di significati simbolici ce ne sono a iosa!a me e’ piaciuto tantissimo non e’ un horror ne un thriller ne un porno e forse la gente che non ha capito niente e’ meglio che le prossime volte vada al cinema a vedere solo i film dei fratelli vanzina & co.

  6. soldi buttati via, film a dir poco PENOSOOOOOOOOOOOOOO!!! mai visto in vita mia un film del genere!! ma ke cazzo c’entra il titolo anticristo kon sti due sfigati?? è proprio vero, sembravano le riprese fatte del mi nonno kon la cinepresa di 10 anni fa!!!! mi chiedo come si possa dare in programmazione al cinema un film del genere. La gente ha iniziato ad abbandonare la sala dopo solo mezzora di film, un motivo ci sarà!!!!!!!!!

  7. elisabetta dice:

    Non e’ possibile pretendere da ogniu persone un minimo di cultura cinematografica ma e’ indiscutibile quanto certi commenti siano sintomo di ignoranza rispetto ad un mondo cimenatografico che non e’ semplicemente puntae una telecamera su un punto fisso e riprodurre copia della vita reale ma renderla artistica con tecniche suggestive e quantaltro.Inoltre siano dotati di un cervello col quale non necesariamente dobbiamo farci spiegare tutto quello che accade e i significati ma c si può riflettere e in un film come questo di significati simbolici ce ne sono a iosa!a me e’ piaciuto tantissimo non e’ un horror ne un thriller ne un porno e forse la gente che non ha capito niente e’ meglio che le prossime volte vada al cinema a vedere solo i film dei fratelli vanzina & co.

    Ciao Elisabetta,io con onestà ho ammesso di non capire molto di cinema e di non conoscere questo regista,ho soltanto dato una mia opinione sul film e cercato di capire il perchè di tante cose che per me erano assurde.Non si tratta di “non necessariamente dobbiamo farci spiegare tutto quello che accade” ma di chiedere a chi magari ne capisce di più,il perchè di tante cose.
    Se vedo che il cameramen adora l’effetto “nonno con il Parkinson” vengo qui e chiedo semplicemente se è una scelta artistica particolare oppure ho visto un flm dei Giffoni,sperando che qualcuno me lo spieghi tranquillamente senza sentirsi Spielberg,oppure del perchè di tanta moviola e lentezza…Non parlo dei significati simbolici del film ma di cose tecniche che purtroppo per quanto una persona se ne possa andare per un’idea non potrà mai arrivarci riflettendo.Inoltre persone come me che magari vanno a vedere un film tranquillamente anche soltanto perchè il titolo attira e non conoscendo nè regista nè tutto il resto è normale che si aspetti magari un bel film horror,oltretutto di questi tempi dove al cinema si cerca di proiettare film in alta qualità,in 3d e che rendono il tutto molto realistico e tecnologico.

  8. @ elisabetta:
    CARA ELISABETTA SONO ANNI CHE GUARDO FILM DI TUTTI I GENERI !!!
    e credimi non perche un autore e’ famoso per forza deve essere un bel film qui contenuti ne vedo gran pochi !!!
    come di attori ce en sono gran pochi !!! film di basso costo visto che il cast si limitava a loro due !
    doppiaggio poi non ne parliamo ! forse la doppiatrice dell’attrice doveva prendere un intera scatoletta di pastiglie valda !
    poi con una sala piena che ha fischiato forse forse un po skifo lo ha fatto ! se per te basta che sia fatto da Lars per essere bello ben venga ! ogniuno ha le sue opinioni !
    certo questo e’ un film che non riguarderei mai …neanche sotto tortura !poi una cosa non ho capito a parte il film intero mi spieghi chi erano tutte quelle persone che risalivano la montagna alla fine ?? forse il significato era che e’ meglio perdere un figlio che finire una sc…ata ? visto che lei mentre si faceva montare aveva visto il figlio cadere !!! bel significato di film !!!!

  9. le persone che risalivano la montagna erano tutte donne…io ho pensato che fossero simbolicamente le anime di tutte le donne uccise e perseguitate dagli uomini nei veri periodi della storia…alla fine lei legge libri sui genocidi e si sa che per es. nel Rwanda(se non erro si scrive così)le donne venivano stuprate uccise…insomma questo è solo uno dei tanti esempi!Comunque per quanto il film non mi sia piaciuto non penso che il significato si racchiudesse in un “meglio perdere un figlio che finire una sana sc.pata” …magari chissà il suo mettere le scarpe al contrario al figlio e finendo per “ucciderlo” era soltanto un suo modo per vendicarsi verso la razza maschile,magari facendo del male al figlio voleva colpire indirettamente il marito che era sempre lontano da lei,o magari con la morte del figlio mettere se stesa in primo piano e alla fine riuscire ad avere attenzione dal marito per poi rendersi conto che il problema nasceva proprio dal marito e dal suo non essere presente e quindi arrabbiarsi con lui e desiderare di ucciderlo.
    Insomma non so se mi sono spiegata ma alla fine sto mostrando la confusione che regna nella mia testa su questo film =)

  10. @ samy:
    Il motivo è che non capivano niente di cinema, come te. 🙂

  11. Pescenaufrago dice:

    @ samy:
    Il motivo è che non capivano niente di cinema, come te.

    Beh pescenaufrago,oltre a fare i cinefili potete anche dire qualcosa di più interessante,spiegare qualcosa a chi non ha capito,insegnarci quello che sapete…rispondere ai nostri dubbi,darci la vostra visione del film…è completamente inutile continuare a dire che non capiamo niente di cinema (questo già lo sappiamo) potresti motivare e argomentare quello che dici ed esporti un pò di più no?

  12. Un esperimento notevole l’uscita di questo film! Il titolo ha attirato una selva di spettatori che si aspettavano un horror e che non sarebbero mai andati a vedere Dogville o Le onde del Destino (ma nemmeno Stella o Il mestiere delle Armi).
    Il risultato è che si sono trovati davanti a una vera opera cinematografica, con i suoi aspetti positivi e negativi, ma almeno veri aspetti e non la solita sciaquetta commerciale tutta rivolta a non annoiarli a non disgustarli, a non farli riflettere.
    A chi interviene in questo forum con ingenuità intellettuale quasi commovente (se non fosse che probabilmente voterete alle elezioni…) consiglio la semplice chiave di lettura di questo post di una certa Olivia:
    http://www.cineblog.it/post/16836/antichrist-di-lars-von-trier-la-recensione/1#892816

  13. Se il regista di questo film si chiamasse Pasquale Grigiotti potremmo andare tutti quanti a guardarlo e a tirargli le noccioline dentro la baita di montagna del film mentre Vittorino Andreoli lo visita ed esce scuotendo la testa rassegnato chiudendolo dentro.
    Ma si chiama Von Trier e l’ha presentato a Cannes il film. Qualcuno per forza lo deve elogiare. Perchè è come la famosa merda d’artista. qualche illuminato che la difende c’è sempre. Ma una merda resta una merda. chiunque la faccia.

  14. Signori miei, questo è IL film.

    Temo proprio di non rivedere mai più nulla di altrettanto sublime e sconcertante.

  15. @ Pescenaufrago:

    Dire che non capivano nulla di cinema mi sembra limitativo ed eccessivamente politacally correct; semplicemente, costoro sono dotati della sensibilità di una sardina.

  16. ho trovato questo film orrendo, violento e agghiacciante. olterchè lento.
    ci sono andata da sola ed alla fine al momento delle scene più “sanguinolente” e cioè dopo quello che lei fa a lui e lei si fa a lei, mi sono sentita male e poco mancava che dovessi chiamare 1 ambulanza!..

  17. @ lella:
    Anche 2001 Odissea nello spazio è lento.

  18. a me è piaciuto. passionale certo, indecente…ma l’indecenza sta negli occhi di chi guarda..non la definirei un’opera indimenticabile, no certo, ma senz’altro un quadro ben disegnato.l’attrice bravissima, l’attore anche, il doppiaggio scadente.

  19. Per lasciare sconcertati, lascia sconcertati.
    In breve: la fotografia è splendida, gli attori bravi, belle le riprese (se l’inquadratura si muove in una certa maniera non vi viene il dubbio che sia voluto, in quel contesto?), trama stramba, gamba trapanata out (e pure la masturbazione sanguinolenta lascia molto a desiderare).
    Paradossalmente, la pazzia di lei poteva essere esplicata molto meglio.
    Comunque, un bel film.

    PS: a chi non capisce che c’entra “Antichrist” consiglio di lasciar perdere il cinema. Per voi c’è Vanzina (con tutti il rispetto per il medesimo).

  20. Film bellissimo e crudele, da vedere e rivedere. Un quadro di Bosch. I detrattori dovevano limitarsi ai loro filmetti splatter, tipo Venerdì 13 parte 7 o Dracula contro Mazinga. Grande Von Trier.

  21. @ maira:Non mi ha fatto impazzire. L’effetto “nonno col Parkinson” è voluto, ovviamente, deve provocare appunto fastidio e mettere ansia, la tecnica (perché di tecnica si tratta) ha provocato ciò che il regista voleva.Non è eccezionalmente nuova, la usano in molti, in maniera più subliminale forse, ma è adottata da grandi registi. Simbolismo e significati a parte, un film non è fatto per essere capito e, soprattutto non può essere spiegato. Deve invece, provocare qualcosa, un po’ come un quadro no? Insomma come succede per tutte le arti espressive, pittura, musica, fotografia ecc.
    La storia ed il suo significato possono addirittura apparire banali. Nella fattispecie, il dolore per un lutto, provoca sensi di colpa (ricordate Freud?) e non necessariamente avvicina, anzi… (ricordate “La stanza del figlio” di Moretti?). La depressione fa il resto, compreso gli accessi visionari. Alla fine c’è una speranza rigeneratrice che nasce dalla morte. Il film non fa certo l’occhiolino alla “pietas” cristiana e Antichrist mi sembra un titolo azzeccato. Vabbé può non piacere ma è un film da vedere, e forse anche da rivedere.
    Ciao!

  22. @ renato:beh con onestà nonostante non abbia apprezzato molto il film comunque mi ha lasciato qualcosa.qualcosa di indefinito ma pur sempre qualcosa,altrimenti non sarei ancora qui a leggere le varie opinioni e a rispondere.
    Mi sono ripromessa di rivederlo,magari per apprezzarlo meglio.
    Mi sfugge l’associazione LUTTO-FREUD non so se mi sfugge per il totale rincoglionimento dato da preparazione esami oppure da pura ignoranza,ma mi rinfreschi la memoria?

  23. Accennavo alle fasi di “elaborazione del lutto”. L’elaborazione a livello di inconscio ha una propria peculiarità e non segue vie logiche (che non gli competono). La coscienza (il conscio) spesso tende a prendere il sopravvento e modula le risposte più consone ad un certo tipo di comportamento (interpersonale e/o sociale!). Questa tensione tra le due forze provoca ansia e questa può deliberatamente placarsi con una reazione violenta contro sé stessi o contro gli altri (vedi suicidi, vedi serial killers). La reazione comunque, se liberata dal super-io, può apparire destabilizzante e distruttiva. Tutto questo non ha una logica etica ma l’inconscio si libera dai lacciuoli etici , in quanto ti evita di star male ed il super-io ne gioisce.
    Hai notato con quale naturalezza crudele lei imprigiona il marito col perno della mola infilzato nella gamba? Ti pare etico? No, ma alla protagonista lenisce l’ansia, perché nella sua elaborazione del lutto c’è un grande senso di colpa che cova. Il lutto non sempre avvicina. Fino alle estreme conseguenze.
    Questo è quello che spenso senza scomodare, per carità, i “massimi sistemi”. Sono cose pensate ed io non sono un professore di filosofia né uno psicanalista freudiano. Non sono nelle condizioni di spiegare Freud a nessuno, ci mancherebbe…Ciao.

  24. eh… insomma…. p… Eva

  25. questo film è il sublime

  26. Non c’è che dire, Von Trier “getta le reti”.. e pesca subito un discreto numero di appassionati al gioco del “piccolo critico cinematografico”..
    Io non sono un critico e tantomeno un illuminato cinefilo come alcuni che si danno tante arie in questo forum, sono solo un appassionato di cinema, ma vorrei comunque fare alcune brevi considerazioni:
    Prima di tutto sono abbastanza d’accordo con il pensiero di Stefano.. Se questo film lo avesse fatto un regista sconosciuto questi “sapputelli” del cinema avrebbero sicuramente espresso un entusiasmo decisamente più contenuto.. O addirittura critiche negative..
    In secondo luogo proporrei loro di andarsi a rivedere il trailer italiano del film.. Se questo film contenesse veramente tutta la genialità e le innovazioni da voi accennate, il regista per primo avrebbe dovuto incazzarsi tremendamente per un film pubblicizzato dai provini come un film commerciale e comunque in maniera fuorviante rispetto ai reali contenuti.. (ammesso che di contenuti si possa parlare..) Con frasi del tipo, cito testualmente: -La verità sarà rivelata!-
    Che razza di verità rivela questo film..?
    Terza ed ultima considerazione.. (anche se ci sarebbe molto altro da dire..) Sono contento che al regista girare questa pellicola sia servito anche come una sorta di terapia per uscire dalla depressione, ma vedendo il film io ho avuto proprio la tremenda sensazione che dovesse rimanere solo questo..cioè davvero un momento di terapia per il regista stesso.. Non necessariamente da condividere con il pubblico…

  27. Paolo dice:

    Non c’è che dire…

    Caro Paolo, che tu sia o meno un critico, o anche solo un appassionato di cinema, nessuna delle tue tre considerazioni presenta contenuti sul film. Poi scusami, ma che c…o ne sa Stefano di quello che avrei espresso io se il film fosse stato girato da un altro regista? Non mi pare di aver mai cenato assieme a Stefano…

  28. @ Pescenaufrago:
    Ottimo.. In pratica con la tua risposta involontariamente hai avallato la mia tesi! Il punto era proprio questo.. Non ha alcun senso che tu potessi avere un parere diverso sul film se fosse stato diretto da un altro regista.. Il film deve avere una valenza ed essere capito comunque..al di là di chi ne è l’autore o di chi lo dirige.. Spesso e volentieri mi sono letto delle biografie di registi dopo aver visto dei film un pò particolari, e questo mi ha leggermente aiutato a cogliere più a fondo aspetti del film che magari mi sembravano un pò strani.. ma questi film erano comunque comprensibili, pur nella loro complessità, anche prima di conoscerne la regia.. Mentre nel caso di Anthicrist non credo che mi sarebbe particolarmente utile nemmeno sapere ogni aspetto del periodo che stava vivendo Von Trier mentre lo girava.. per dare un senso a una successione di immagini ed eventi che francamente non mi hanno neppure tanto sconvolto.. questo ovviamente è solo il mio parere.. Due cose però le ho apprezzate, ed è l’estremo coraggio che ha avuto il regista nel farci vedere certe scene davvero forti.. e la completa assenza di una morale.. il cinema ha bisogno anche di queste cose..

  29. Il problema è che ci sono dei film che NON richiedono nulla dallo spettatore tantomeno il cervello – tipo i già citati fratelli Vanzina o Godzilla contro Alien – altri che PRETENDONO che lo spettatore dia qualcosa di suo. Lars von Treir non dà risposte ma porta a farci delle domande.
    è un film crudo che ti si pianta dentro nel bene e nel male, soprattutto se non si è anestetizzati dal bombardamento di immagini a cui siamo soggetti.
    Io ho visto – con la visionarietà a volte scandalosa che NESSUN altro se non Trier sa creare – un uomo e una donna, uno di fronte all’altro e il loro oltrepassare i confini dell’amore.
    p.s. la “telecamera del nonno con il parkinson” è una scelta stilistica propria a tutti i film di Trier: un tipo di cinema che si chiama DOGMA.

  30. @ elisabetta:

    Potresti cortesemente dirci allora quali sono i temi e i simboli presenti nel film??

  31. beh non so… non è che ho delle risposte definitive. Dovremmo discutere.
    Per conto mio il titolo dà i confini tematici: anticristo vuole dire ciò che sta al di là dell’amore – almeno così lo interpreterei. e il simbolo finale indica l’unione realizzata uomo-donna.
    Quest’unione ha dei limiti che da un lato sono i confini della convenienza sociale – ma questo è un aspetto che ci interessa poco – dall’altro sono i limiti dell’amore. Questi limiti sono anche molto labili e credo che tutti noi abbiamo intravisto nei nostri rapporti come la profondità del sentimento abbia una doppia faccia.

    Sottolinerei che il viaggio distruttivo descritto da Trier è condotto da entrambi, e la donna non è affatto la responsabile per la sua “pazzia”; mi sembra invece che Trier indichi con decisione la responsabilità del protagonista nel condurre il gioco verso l’abisso, con la sua razionalità iperscientifica. Non so, tu che dici? visto che parliamo dell’effetto che ci ha fatto come spettatori a me, forse come uomo, mi ha mostrato la mia spesso patetica e pericolosa tendenza razionalista…

    Poi c’è la questione cinematografica in senso stretto: di come Trier sia riuscito a rendere nei tratti “reali” il viaggio oltre il confine. Per me come dicevo, anche senza dover “spiegare” e razionalizzare, le immagini dell’orrore mi si sono fissate in alcuni dettagli (la violenza patinata del coito iniziale, la volpe ringhiante, le ghiande sul tetto…) così come nel modo con cui la lontananza dei due viene rappresentata – ed è una lontananza consumata già all’inizio del film. Poi un po’ secondo me perde alla fine di potenza, ma resta un grande film.

  32. @ laura:
    Haha concordo pienamente con te. Il film è estremamente vero, convolgente e con delle scene da far venire la pelle d’oca. Ovvio che non è un film per esitmatori di San Valentini di sangue e final destination qualsiasi.

  33. @ laura:
    Haha concordo pienamente con te. Il film è estremamente vero, coinvolgente e con delle scene da far venire la pelle d’oca. Ovvio che non è un film per esitmatori di San Valentini di sangue e final destination qualsiasi.

  34. @ fabio:
    Il film ha come tematica la natura dell’uomo … genio 🙂

  35. Sono d’accordo sul fatto che alcune scene lo rendano troppo esplicito e pesante, ma il significato di fondo esiste eccome. Il messaggio a me sembra chiaro, altro che nascosto: L’angoscia esistenziale dell’uomo; a chi apparteniamo, a Dio o a Satana? la natura sarebbe il regno creato da satana dove l’essere femminile ne rappresenta la più crudele e folle manifestazione. Così la protagonista si scopre colpevole in quanto donna, si convince di questo e lo diventa realmente.(pensate alla violenza di far portare al figlio le scarpe al contrario, deformandogli i piedi, notate nel suo flash back l’indifferenza a soccorrere il figlio per non rinunciare al piacere sessuale, pensate a quello che fa a suo marito). Le “scene strane” nel bosco parlano chiaro anche loro: i tre animali sono i tre “mendicanti” e sono il simbolo del genocidio, infatti tutti e tre uccidono i loro piccoli. Col suo corpo e la sua sessualità, la donna è condannata in eterno ad essere punita, perchè condannata ad essere colpevole.

  36. ciao ragazzi io ho visto oggi il film(un po tardino) ma ho letto i commenti ke avete mandato….apparte ke il film tutto sommato non e uscito male a livello cinematografico ci sono molte tecniche evidenti e forzate forse troppo dai contenuti incisivi del film (per i primi post abb ignioranti intendo le trombate), il regista con questo film ha voluto trasmettere qualcosa, come si fa nei veri FILM e nn nei commercialissimi spiderman o x men (ke mi piacciono tantissimo ma piu a livello fumettistico) che li producono solo prerchè devono comprare la casa al figlio.
    cmq io direi ke il regista ha avuto un ENORME successo!!!io sto scrivendo in questo forum ma ne ho visti molti altri anke inglesi e americani e cari miei solo xke state qui a criticarlo negativamente o positivamente (come faccio io) state dando la soddisfazione ke vuole il regista!!!!KE VOI NE PARLIATE E DISCUTETE!!perche e questo ke lui voleva trasmettere cn il film! tesi sul significato discussioni anke un pizzico di scandalo dalle scene e ke voi siete qui a parlarne ne e la prova^^
    al prossimo film belli ciao ciao

  37. Che abbia del talento (almeno a livello di narrazione visiva e analisi psicologica dei personaggi) Lars Von Trier lo ha già dimostrato con altri film, che le scelte del suo Dogma (cinepresa “a spalla”, musica unicamente intradiegetica e via dicendo) diano uniformità al suo stile pure, ma questo non basta a fare grande un film. Diciamo la verità, quando non si ha niente da dire, e le proprie paranoie e ossessioni hanno preso sul sopravvento su qualsiasi cosa (a parte sul proprio autocompiacimento e vana gloria) allora non rimane che impacchettare bene una bella cagata e ci saranno orde di individui pronti a gridare al capolavoro. Ma quale bel film?!?! Ma ve li ricordate i grandi registi, i Bergman, i Ray, i Fellini e tutti quelli che hanno realmente lasciato il segno nell’opera cinematografica mondiale? A mostrare il lato orrendo delle cose per fare colpo sono buoni tutti, ma è a mostrare il lato potente, essenziale, luminoso, sublime del reale ci sono riusciti in pochi.
    Ma pure volendo limitarci ai “grandi” film di generi affini (mi riferisco ai film di Hitchcock, o Polansky, o di chi vi pare a voi) , be questo “Antichrist” rimane una bella schifezza. Anzi direi propria una vera “stronzata”, non nel senso metaforico, ma letterale. Voglio sperare che gli uomini si risollevino da tanta bassezza e ricomincino a lavorare per mete più nobili, per le quali credo siano ancora capaci di lottare.

  38. Visto oggi, in casa! paradossalmente meglio che al cinema questo film, senza gli stupidi commenti e fischi di gente che credeva di vedere il solito “godzilla contro l’uomo ragno”. Secondo me il film fa riflettere e molto, da delle emozioni vere e lascia un segno. Sono pochi i film come questo, bello, non commerciale, fuori dagli schemi e giustamente con dialoghi lenti, e visto che sono un pò lento anch’io ho il tempo per capire e riflettere.

  39. Deve essere stata dura per la capra media italiana, avida di esorcisti in salsa di vomito e squartatori di giovani turisti americani, subire la visione di un film che richiede che lo spettatore abbia delle capacità di discernimento! Povera capretta, non la invidio.
    Mi piacerebbe, poi, leggere i vivaci dialoghi che, secondo taluni, dovrebbero intercorrere tra una donna che si sente colpevole della morte del figlio e un marito, psichiatra, che, contravvenendo alla prassi terapeutica, sta cercando di aiutarla e va scoprendo che dietro il primo orrore ce n’è un altro, ancora più terribile…..la vetta della piramide delle paure…geniale!
    Questo film è eccellente, potrebbe anche non piacere, sia chiaro, ma è eccellente.

  40. Comprensibile il fatto che il titolo “Antichrist” possa rimandare a immagini di esorcismi sanguinolenti, presenze demoniache ed effetti speciali elaborati; forse è per questo che molte persone sono rimaste deluse dall’ ultimo gioiellino di Von Trier. è un film cupo, profondo e capace di coinvolgere lo spettatore fino a raggiungere i più alti livelli di tensione psicologica; forse un pò lento a tratti, ma fa parte dell’ atmosfera.
    Se siete alla ricerca di emozioni goliardiche andate a vedervi l’ utimo cinepanettone di Boldi e DeSica.

  41. è spaventoso che in un forum italiano, siamo portati a ribadire di continuo la non appartenenza del film alle categorie splatter o “vacanze d natale”. confrontatelo con qualsiasi forum straniero e vi renderete conto della differenza di civilizzazione del nostro paese. Mi fa paura.

    Per quanto riguarda il film, detto in altro modo rispetto a quanto già avevo scritto qui secondo me il film mostra gli aspetti arcaici del rapporto uomo-donna. Ma non spiegherei semplicemente la questione con la “colpa” della donna. La follia del suo omicidio, e di quanto ad esso segue, è strettamente intrecciata alla follia “razionalista” del marito psichiatra. Il viaggio verso l’inferno lo compiono insieme con i loro gesti quotidiani come veri e propri innamorati al contrario. Per buona pace di chi vorrebbe vedere il “lato potente luminoso ed essenziale” delle cose Von Trier si è posto il difficile compito di mostrarci il lato oscuro. compito difficilissimo riuscito solo in parte – il film non è dei suoi migliori. Bergman?! ma ve lo ricordate Sussurri e grida. Altra tematica, certo, ma reggere quel film era stato altrettanto arduo!!!

  42. renato dice:

    @ maira:Non mi ha fatto impazzire. L’effetto “nonno col Parkinson” è voluto, ovviamente, deve provocare appunto fastidio e mettere ansia, la tecnica (perché di tecnica si tratta) ha provocato ciò che il regista voleva.Non è eccezionalmente nuova, la usano in molti, in maniera più subliminale forse, ma è adottata da grandi registi. Simbolismo e significati a parte, un film non è fatto per essere capito e, soprattutto non può essere spiegato. Deve invece, provocare qualcosa, un po’ come un quadro no? Insomma come succede per tutte le arti espressive, pittura, musica, fotografia ecc.
    La storia ed il suo significato possono addirittura apparire banali. Nella fattispecie, il dolore per un lutto, provoca sensi di colpa (ricordate Freud?) e non necessariamente avvicina, anzi… (ricordate “La stanza del figlio” di Moretti?). La depressione fa il resto, compreso gli accessi visionari. Alla fine c’è una speranza rigeneratrice che nasce dalla morte. Il film non fa certo l’occhiolino alla “pietas” cristiana e Antichrist mi sembra un titolo azzeccato. Vabbé può non piacere ma è un film da vedere, e forse anche da rivedere.
    Ciao!

  43. Secondo me è un capolavoro assoluto, arte pura, sia per l’uso del superslow motion che per le musiche, non è un film “normale” è un’opera d’arte,che ci viene proposta e può non piacere, ovviamente…
    A me è piaciuto moltissimo, il profondo senso di angoscia e disperazione è lì, sullo schermo, quasi palpabile.
    Alcuni lo possono sentire perchè “in sintonia” on le idee del registra, altri possono solo detestarlo.

    capita.

  44. Ridatemi indietro 1 ora e 44 minuti della mia vita.
    Poche volte ho visto film così brutti e vacui.

  45. masturbazione sanguinolenta? O.O a che minuto? oddio!

  46. Arte, ecco cos’è “Antichrist”.

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