Aiuto vampiro, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Darren Han (Chris Masssoglia) è un bravo ragazzo, studente volenteroso con una bella famiglia e un migliore amico, Steve (Joshua Hutcherson), che cova un lato oscuro che ben presto verrà a galla.

I due amici una notte decidono di partecipare ad un’esibizione di freaks che avverrà nella loro città dove è arrivato un circo molto particolare, in cui convivono strambe creature, scherzi della natura e alcuni vampiri. Darren rimane colpito dallo spettacolo e in particolare da un grosso e coloratissimo ragno velenoso appartenente al vampiro Larten Crepsley (John C. Reilly), che il ragazzo deciderà di rubare.

L’incauto furto avrà una serie di incredibili e funeste conseguenze, il ragno sfuggirà al controllo di Darren e morderà Steve che finirà in coma. Così il prezzo per salvare la vita all’amico sarà diventare un mezzo-vampiro e servire Crepsley, che è l’unico a possedere l’antidoto al veleno.

Darren si sacrificherà e diventerà un non-morto, lascerà la sua famiglia con tanto di funerale e resurrezione, finendo nel bel mezzo di una guerra tra due fazioni di vampiri, una che preferisce convivere in simbiosi con gli umani cibandosene senza ucciderli, fazione di cui fa parte Crepsley, e l’altra quella dei vampiri killer, che considerano gli esseri umani semplice selvaggina, fazione a cui si unirà Steve, inconsapevole dell’estremo sacrificio che l’amico ha affrontato per salvarlo.

Dopo la versione romance della saga Twilight e quella teen-drama del televisivo The Vampire Diaries, non poteva mancare una versione del vampire-movie per ragazzi alla Harry Potter tanto per intenderci, di consueta provenienza letteraria adattando in un unico film una delle quattro trilogie di libri dello scrittore irlandese Darren O’Shaughnessy, che compongono una saga da dodici volumi dedicata all’adolescente Darren Shan assistente-vampiro.

Vista la provenienza e il target a cui  libri e film fanno riferimento i produttori hanno pensato bene di affidare la pellicola ad un regista ben lontano dai lidi dell’horror e del fantastico come Paul Weitz esperto in comedy, tra i suoi lavori il primo capitolo della serie American pie e un paio di comedy con Hugh Grant, About a boy-Un ragazzo e American Dreamz.

In realtà problema di Aiuto vampiro è proprio questo, l’approccio troppo distante dai più consoni territori dell’horror e del fantastico amplificato da uno script che risulta troppo annacquato, che cerca invano di miscelare le atmosfere di serie come Piccoli brividi a saghe come Harry Potter, rimanendo proprio nel mezzo, ne carne ne pesce, senza l’appeal necessario per puntare ad un target di pubblico ben preciso, scontentando così un pò tutti.

Un film che non osa mai, non riuscendo ad utilizzare lo humour necessario a trattare il genere vampire, vedi l’esempio di due piccoli cult come Ammazzavampiri e Lost boys, smussandone magari il lato più horror per intraprendere un percorso dark, come accaduto per altre serie tratte da best seller per ragazzi come appunto Harry Potter o il recente Percy Jackson.

Aiuto vampiro purtoppo non funziona come potrebbe, a parte il comparto effetti speciali che ci regala momenti apprezzabili, vedi l’incipit con il freak show, i monatti e la battaglia finale, il tutto è troppo edulcorato, i personaggi non possiedono il carisma necessario per lasciare il segno, dallo speduto protagonista Chris Massoglia al bravo John C. Reilly completamente inadatto al ruolo.

Insomma il mito del vampiro in celluloide subisce l’ennesimo colpo basso e nelle sale arriva un film che sembra creato ad hoc per essere dimenticato in fretta e furia, un vero peccato perchè di materiale intrigante ce n’era davvero molto, e forse con un altro regista, magari più avvezzo al genere, si sarebbe potuto sfornare qualcosa di piu incisivo e meno confuso.

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